"Ci sono libri che si posseggono da vent'anni senza leggerli, che si tengono sempre vicini, che uno si porta con sè di città in città, di paese in paese, imballati con cura, anche se abbiamo pochissimo posto, e forse li sfogliamo al momento di toglierli dal baule; tuttavia ci guardiamo bene dal leggerne per intero anche una sola frase. Poi, dopo vent'anni, viene il momento in cui d'improvviso, quasi per una fortissima coercizione, non si può fare a meno di leggere uno di questi libri di un fiato, da capo a fondo: è come una rivelazione."

Elias Canetti

«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire»

(I. Calvino, Perché leggere i classici, def. 6)

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mercoledì 27 maggio 2015

Il cerchio celtico di Björn Larsson


Ci siamo incontrati

 
Martedì 26 maggio 2015
alle ore 20,30

nella sede della biblioteca
e confrontati sulla lettura di

Il cerchio celtico

di Björn Larsson  

Trama (da IBS): Una storia dei giorni nostri, un thriller marinaro ambientato negli anni Novanta che ci porta al Nord, in epiche traversate di mari in tempesta, dalla Danimarca alla Scozia, tra venti scatenati e onde che si ergono come muri d'acqua, in inseguimenti e fughe a vela, in compagnia di Ulf e Torben e il loro Rustica, sulle tracce di MacDuff e Mary e del misterioso Cerchio Celtico, quell'organizzazione segreta che in Irlanda, Scozia, Paesi Baschi e Bretagna persegue con ogni mezzo il sogno di liberazione del popolo celtico.

mercoledì 22 aprile 2015

Il porto dei sogni incrociati di Björn Larsson

Ci siamo incontati

Martedì 21 aprile 2015
alle ore 20,30

nella sede della biblioteca
e  confrontati sulla lettura di

Il porto dei sogni incociati

di Björn Larsson 


Trama (da IBS): In una piccola cittadina della Galizia, la giovane Rosa Moreno studia le stelle e sogna di poter vivere una vita reale. In Bretagna, Madame Le Grand raccoglie i racconti di tutti i marinai che fanno scalo nella sua città. Nella verde Irlanda, Peter Sympson, un gioielliere, spera che entri nel suo negozio una donna in grado di riconoscere l'incomparabile bellezza delle due pietre che costituiscono la sua unica ragione di vita. Un ingegnere danese tenta di lasciare una traccia di sé su tutti i computer della terra. Cosa hanno in comune persone tanto distanti? Solo l'intensità dei sogni e il caso che ha voluto mettere sulla loro strada l'inafferrabile capitano Marcel. E lui segnerà una svolta nel loro destino. 

mercoledì 30 gennaio 2013

Il coraggio del pettirosso di Maurizio Maggiani



Trama (da Feltrinelli editore): . Maurizio Maggiani, che si è rivelato uno dei più autentici 'raccontatori' di storie della narrativa contemporanea, fa muovere il suo protagonista, Saverio, in uno scenario dove la Storia incrocia la memoria e apre verso l'utopia. Dall'immobilità della malattia ( e del malessere) che lo inchioda al letto, Saverio, riafferra il filo perduto della sua esistenza e dei suoi progenitori, e riaggomitola eventi che da Alessandria d'Egitto (città di esuli, di anarchici, di sognatori) lo portano indietro ai fantasmi che allacciano poesia e anarchia. Ma non basta: l'impresa di Saverio impone un ulteriore scarto temporale e lo sbalzare irresistibile sulla pagina di memorie che riaccendono i roghi contro gli eretici nella Lunigiana ribelle del Cinquecento e la violenza dell'imperialismo romano contro il popolo degli Apui. Romanzo di romanzi, saga, cantare, "Il coraggio del pettirosso" è l'omaggio solenne e dolcissimo alla parola dei padri quando tornano ad abbracciarsi, al silenzio dei popoli quando tornano a raccontarsi dentro di noi.

Citazione "Quello del pettirosso è un coraggio umile e testardo come il coraggio di chi dall'incendio della Storia si leva leggero col suo sogno di libertà intatto"

Il confronto
M: Saverio, il protagonista del libro, cerca di dare senso alla propria esistenza intraprendendo un viaggio alla riscoperta delle origini. Dopo aver perso entrambi i genitori, si avventura nel deserto tra paesaggi mozzafiato e luoghi meravigliosi, descritti con minuzia di particolari. La sua casa diviene la natura, trascorre le notti cullato dal cielo e riscaldato dalle stelle. La sua vita è attraversata da brividi di libertà che gli ricordano i racconti del padre, un anarchico libertario. Il desiderio di comprendere le proprie origini nasce dalla scoperta di un libro di poesie di Ungaretti custodito dal padre nel proprio comodino. Da qui si generano gli interrogativi e le domande cui non riesce a dare risposta: come poteva un anarchico amare un autore implicato con il fascismo? Tutto si nasconde nella forza evocativa di quei versi meravigliosi.
In Italia, Saverio incontrerà misteriosamente Giuseppe Ungaretti, che gli consegnerà un antico foglio manoscritto riguardante Pascal, un eretico messo al rogo a Carlomagno.
Il libro è composto da storie un sapiente incastro di storie, che si svolgono in epoche diverse ma che si riconducono tutte al misterioso Pascal.

M: dopo la stasi iniziale, il libro ha iniziato a coinvolgermi e ad appassionarmi. È come se venissero convogliate in un unico romanzo tante storie diverse, legate da un filo conduttore.
A: il libro contiene pagine di alta poesia, soprattutto nelle meravigliose descrizioni della natura e del deserto. Tra i tanti eventi e storie che si incastrano tra loro, rimangono in sospeso, senza una precisa risposta, alcuni elementi: mi chiedo, ad esempio, se il sentimento che lega Saverio a Fatiha sia vero amore o soltanto sesso.
Saverio è il personaggio principale del romanzo; dalle situazioni narrate emerge un individuo molto fragile che non ha la forza necessaria per sostenere il peso della vita. Mi piacerebbe rileggere nuovamente questo libro per comprendere appieno certi passaggi.

L: E’ importante rileggere questo libro: soltanto con una seconda lettura è possibile comprenderne i nessi più profondi, i passaggi più sottili e le problematiche che possono essere attualizzate nella vita di tutti i giorni. Il romanzo è madido di descrizioni meravigliose, in cui la natura assume una posizione di primo piano,
L: E’ fondamentale considerare l’origine dell’autore, che proviene da zone libertarie ed anarchiche. Credo che l’autore si dilunghi molto, ha un modo di scrivere complicato e prolisso. Ho trovato meravigliosi i capitoli in cui è descritto il paese Carlomagno.
C: Anche io ho dovuto rileggere questo libro per capire totalmente tutti i significati nascosti. È un testo estremamente complesso, che procede con ritmo lento a dispetto di quanto ci si potrebbe aspettare dal titolo accattivante. L’autore propone la tematica dell’emigrante, che ricerca le proprie origini: Saverio è, infatti, uno sradicato, non si sente italiano ma nemmeno egiziano. Prevale un senso di inappartenenza, di estraneità a qualsiasi cultura e luogo. Molto interessante la figura femminile, Fatiha, una palestinese che accetta di diventare terrorista per identificarsi in qualcosa, per non essere del tutto sradicata. Mi ricorda molto Shirin, protagonista di Semina il vento di Perisinotto, in quanto anche in questo caso l’integralismo islamico e un atto di violenza terroristica rappresentano l’alternativa in cui ritrovare se stessi.
G: Pascal, secondo me, rappresenta il pettirosso: è colui che affronta la vita con la consapevolezza di cosa potrebbe accadergli.
M: è un romanzo molto poetico, sono rimasta affascinata dalle descrizioni della natura e della forte simbiosi di Saverio con gli elementi naturali. L’apertura mi ha ricordato La coscienza di Zeno. Il protagonista dichiara, infatti, la funzione terapeutica della scrittura, che diviene un potente mezzo di comprensione della realtà.
Il continuo intrecciarsi tra finzione e realtà determina lo smarrimento del lettore, che fatica a comprendere la poliedricità dei significati nascosti nelle pagine di Maggiani. L’autore affida ai libri di Ungaretti un ruolo fondamentale: il poeta è, infatti, colui che innesca in Saverio il desiderio di scoprire le proprie origini, di conoscere i segreti del padre che custodiva gelosamente i libri di un uomo politicamente tanto distante. Ungaretti è amato da tutti indipendentemente dal proprio orientamento politico, riesce a penetrare in ogni anima, affidandogli il suo messaggio. Il porto sepolto rappresenta il tentativo di Saverio di riscoprire se stesso e le proprio origini.

P: Non è un libro che ho interiorizzato, non sono riuscita a sentirmi coinvolta, mi è rimasta una certa amarezza per non aver compreso totalmente certi passaggi. È un romanzo complesso, faticoso, in cui si mescola finzione e realtà, e si intrecciano stili di scrittura completamente diversi.
C: Mi è piaciuta molto la descrizione della natura e delle bellezze floreali del deserto.
E: ho faticato a leggere questo libro, in quanto alcuni punti mi annoiavano. Penso che Saverio sia una persona comune, che cerchi di darsi un’origine, di trovare qualcosa in cui identificarsi. Ha il coraggio di prendere decisioni e di fare cambiamenti. Mi ha ricordato Shirin del libro "Semina il vento" che è costantemente alla ricerca delle proprie radici.



giovedì 9 aprile 2009

Grecia, solo ritorno di Alan Zamboni


Ci siamo incontrati il 29 aprile alle ore 21,00 presso la sede del centro diurno, in piazza Nuova (di fronte al Municipio) per assitere alla presentazione del libro: "Grecia, solo ritorno di Alan Zamboni.

La presentazione, aperta a tutti, si è svolta con brevi letture tratte dal testo 'Grecia solo ritorno' accompagnate da sottofondi musicali di chitarra acustica. Questi momenti sono stati intercalati dalle descrizioni dell'autore su alcuni degli aspetti principali del libro e dalle risposte dello stesso alle domande inerenti i temi toccati, come il senso del tempo, del viaggio e soprattutto del ritorno. Durante la presentazione è stato offerto ai presenti un assaggio di Ouzo (il liquore greco all'anice). Per un maggior senso di condivisione e partecipazione l'autore ha eseguito qualche pezzo musicale con la chitarra tratto dal suo repertorio e attinente ai temi trattati nel libro.

Per saperne di più:

http://www.infinitoedizioni.it/fileadmin/InfinitoEdizioni/pdf_schede_approfondimento/Copertinale_Grecia__solo_ritorno_sito.pdf

http://www.infinitoedizioni.it/fileadmin/InfinitoEdizioni/pdf_prefazioni/Grecia_prefazione.pdf

mercoledì 14 maggio 2008

E' oriente di Paolo Rumiz

Trama: dalle Alpi Svizzere al Salento, da Vienna al Mar Nero, dalla crosta delle montagne alle pianure incise dal serpente del Danubio, un lungo viaggio, anzi, una serie di viaggi, per imparare a guardare e a sentire la spalla orientale dell'Europa. Il libro raccoglie scritti editi e inediti del reporter italiano, in cui convivono gusto per il viaggio e per l'andare (attraversando paesaggi, incontrando uomini, sondando umori), la fascinazione del racconto e della parola.

Citazione: "Difficile diventare adulti se non si fa un viaggio da soli"

Il Confronto:
"E' scritto bene, ma non ha voluto entrare nella storia che racconta. I personaggi che incontra vengono solo descritti, ma non carpiti. Non aggiunge null'altro all'immagine visiva che tratteggia . I contenuti sono molto scarsi. Il modo di scrivere è giornalistico. "
"Da per scontato che tutti conoscano la storia dei paesi che attraversa. Io amo molto Ryszard Kapuscinski, che pur essendo un giornalista, ti da la possibilità di apprendere dai suoli libri. "L'atteggiamento di Rumiz è un pò nostalgico, un pò da intellettuale di sinistra."
"Guarda più che altro con nostalgia alla MittelEuropa e non al comunismo."
"Non mi piace molto l'uso della metafora."
"Argomento interessante, begli spunti, ma il modo giornalistico non mi appassiona, non è un libro di narrativa."
"Descrizioni molto belle e interessanti. Non è coinvolgente perchè non è un narratore ma un giornalista."
"E' una via di mezzo fra il romanzo e l'articolo giornalistico."
"Il punto di forza è che da il senso del viaggio: la narrazione è il viaggio stesso, come vedere un paesaggio senza conoscerlo approfonditamente."

mercoledì 23 aprile 2008

Notturno indiano di Antonio Tabucchi

Trama: si tratta di un resoconto di viaggio, narrato in prima persona.
Il Narratore percorre l'India alla ricerca del suo amico Xavier.
Attraverso varie tappe, si sviluppano gli incontri più disparati: a Bombay, con la prostituta Vimala Sar, con il medico dell'ospedale e con un devoto Jainista in attesa del treno; a Madras, con una certa Margaret e con il direttore della Theosophical Society; sulla strada per Mangalore, con un mostruoso Arhant e suo fratello; a Goa con il fantasma del vicerè delle Indie, con padre Pimentel, con il postino Tommy, con degli impiegati d'albergo ed infine, con la fotografa Christine.

Citazione: "Chi ha voluto cercare non vuol più trovare". "Chi ha voluto essere cercato, non vuol più farsi trovare".

Il Confronto:
"E' la ricerca di se stesso."
"E' un po' intellettualistico. L'India fa da scenario: il vero viaggio è quello del protagonista all'interno di se stesso. Il libro e' ben rappresentato dalla metafora della fotografia, che compare nelle ultime pagine: il senso è che non bisogna guardare la cosa in se, ciò che viene immortalato dall'obiettivo fotografico, ma il tutto, ciò che va oltre, che la fotografia proprio perchè istantanea non coglie."
"Il protagonista alla fine si è trovato, ma non si è piaciuto."
"E' scritto molto bene, ma non si sa chi siano i personaggi perchè non approfondisce nulla."
"Scritto benissimo. L'autore però pensa che chi lo legge capisca subito, ma così non è. E costringe il lettore a dare proprie interpretazioni. E' intellettualistico e un pò presuntuoso. E' vero che è la ricerca di se stesso, ma non si impegna molto in questo intento. La ricerca non necessariamente deve indurre la persona ad andare altrove, lo può fare anche dov'è. "
"Scritto bene, ma un po' superficiale. Molto meglio "Siddharta di Hermann Hesse."
"Non ha la stessa pretesa: Siddharta è un viaggio spirituale".
"E' un libro godibile, non lo trovo intellettualistico. L'autore volutamente non approfondisce, perchè intende dare degli assaggi, anche della stessa India. Alla fine il protagonista si ritrova, proprio perchè si vede nell'altro, nel suo doppio, e si piace."
"Letto con piacere e curiosità. Il luogo della ricerca è volutamente l'India, paese contraddittorio, che ricalca le contraddizioni stesse del protagonista. Alla fine il mistero che ripercorre tutto il romanzo, la ricerca dell'amico, si dipana: egli capisce qualcosa di se stesso. La ricerca probabilmente è scaturita da un momento di crisi."
"C'è un po' di tutto. E' bello perchè è tratteggiato."
"Il senso profondo del libro è che tutto è plurale, tutto è doppio. La storia di quest'uomo è l'essenza, il tutto, ciò che l' istante immortalato non coglie."
Film: Notturno Indiano (Nocturne Indien) Cast Clementine Celarie', Otto Tausig, T.p. Jain, Ratna Bhooshan, Dipti Dave, Vijay Kashyap, Tinku Parma, Radha Bai Regia Alain Corneau Sceneggiatura Alain Corneau, Louis Gardel Data di uscita 1989 Genere Drammatico
Libri citati: Siddharta di Hermann Hesse - Edizioni Adelphi

mercoledì 9 aprile 2008

Sulla strada di Jack Kerouac















Trama: On the road è la storia di un viaggio ma, in realtà, è la storia di un incontro con una persona molto affascinante: Dean M.
I personaggi del libro sono realmente esistiti, Dean si chiamava Neil Cassady, una specie di talento che non si espresse in niente, poteva diventare un bravo poeta però era essenzialmente un maestro dell'arte della vita, un grande conquistatore di donne che assomiglia un po' a James Dean.
E' una persona che irrompe nel piccolo ambiente di New York legato alla Columbia University dove fa amicizia con giovanissimi e ancora sconosciuti scrittori: J. Kerouac, A. Ginsberg e W. Burroughs.
Sal (Kerouac) il protagonista, vive ancora con la zia nel New Jersey e viene contagiato dalla voglia di Dean di mettersi sulla strada verso l'Ovest e lo raggiunge a Denver.
Il romanzo si svolge negli anni cinquanta e narra di questo gruppo di amici inquieti, che credono nella vita ma respingono i sistemi morali e sociali precostituiti e vogliono scoprirne da soli dei nuovi.
Sono ragazzi privi di interessi politici, attività sociali, amorali, irresponsabili e criminali che hanno tutti avuto esperienze dolorose nella loro infanzia.
Della droga e dell'alcool si servono nell'illusione di poter trovare, attraverso un'esaltazione momentanea, "il perchè di tutte le cose".
A fatica si riesce ad immaginare il senso e la direzione di questo viaggio, il pendolo è fra l'Est e l'Ovest degli USA, da New York a San Francisco e viceversa, con un senso artistico per la geometria e la geografia.
Vivono come vagabondi, si ubriacano, passano da una macchina all'altra, sfogano la loro energia, la loro rabbia, la loro avidità di vita schiacciando l'acceleratore e sfidando la morte imbottiti di benzedrina.
"Tutti eravamo felici, stavamo abbandonando dietro di noi la confusione e le sciocchezze, compiendo la nostra unica, nobile funzione del tempo "ANDARE"
Andare dove? Perchè? Non si sa.
Filtra una certa inutilità, un'idea astratta di viaggio.
Questa corsa affannosa sembra una fuga dalla realtà ma, forse, ne è la ricerca.
E' il movimento letterario della beat generation.

http://www.railibro.rai.it/interviste.asp?id=222

Citazioni: "Dobbiamo andare e non fermarci finchè non siamo arrivati."
"Dove andiamo?"
"Non lo so, ma dobbiamo andare"
Il Confronto:
" Mi è piaciuto molto"
"Modo di scrivere molto musicale"
"Mi ha aiutato a capire i giovani"
"La ricerca è importante"
"Ho subito il fascino della trasgressione"
"Originalità di un movimento che non si rifà a nessun mito e a nessuna moda.
"Non mi è piaciuto, il libro è un motivo di disagio, troppi personaggi."
"Contestatori che si ribellano, non accettano i sistemi morali e sociali, ma non ne propongono altri in alternativa"
Film: Diari della motocicletta Regia di di Walter Salles , anno 2004, con Gael García Bernal, Rodrigo de la Serna, Mía Maestro, Susana Lanteri. Prodotto in Germania, Gran Bretagna, USA. Durata: 126 minuti.
Libri citati: Latino-americana di Ernesto Che Guevara (editore Feltrinelli)
Lo zaen e l'arte della manutenzione della bicicletta di Robert M. Pirsig (editore Adelphi)

mercoledì 19 marzo 2008

Il viaggiatore incantato di Nikolaj Leskov

Trama: Su un battello che naviga sul lago Ladoga, il "Viaggiatore incantato" dalla "gradevole e manierata voce di basso" racconta le peripezie della sua esistenza: avventure mai cercate, che sembrano precipitare su di lui come eventi della natura. E presto ci accorgiamo che potremmo ascoltare senza fine le storie di quest'uomo che "aveva molto veduto" e non pretendeva di sapere. Storie dove entrano ed escono di scena vagabondi e prostitute, padroni e mercanti, principi e cavalieri nomadi, e la zingara Grusa, simile a "una serpe lucente". Storie che assomigliano ad un pulviscolo vorticoso.

Citazione:"Tu dovrai molto perire e mai perirai" uomo dalle molte vite e dalle molte morti.



Il confronto: discussione vivace con pareri contrastanti.

Da alcuni è stato definito un libro buio, senza colore, tradotto male, poco concreto.
Il viaggiatore per alcuni è  un uomo sprovveduto, troppo semplice, incosciente, che agisce senza paura.
La narrazione è infarcita di una brutalità gratuita che va di moda nella letteratura russa ed anche in quella italiana attuale.
Da altri il libro è risultato scorrevole e godibile. Bello il modo di raccontare la sua vita, così disincantato e così ingenuo. Il protagonista è un uomo interessante, buono ed onesto, tenace, generoso ed orgoglioso, che ha vissuto con estrema semplicità la sua vita trascorsa nella sua immensa terra russa.
Incantevole il mondo colorito vissuto dal viaggiatore che percorre la sua vita vinto ed avvinto dagli incantamenti delle esperienze avverse, dalle quali sempre si libera e riprende il suo cammino.

Libri citati: L'idiota di Fedor Dostoevskij