"Ci sono libri che si posseggono da vent'anni senza leggerli, che si tengono sempre vicini, che uno si porta con sè di città in città, di paese in paese, imballati con cura, anche se abbiamo pochissimo posto, e forse li sfogliamo al momento di toglierli dal baule; tuttavia ci guardiamo bene dal leggerne per intero anche una sola frase. Poi, dopo vent'anni, viene il momento in cui d'improvviso, quasi per una fortissima coercizione, non si può fare a meno di leggere uno di questi libri di un fiato, da capo a fondo: è come una rivelazione."

Elias Canetti

«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire»

(I. Calvino, Perché leggere i classici, def. 6)

Visualizzazione post con etichetta Adolescenti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Adolescenti. Mostra tutti i post

mercoledì 21 gennaio 2026

Norwegian Wood (Tokyo Blues) di Murakami Haruki

 

Un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli «altri» per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi.

«La costruzione della scrittura di Murakami è così impalpabile e squisita che ogni cosa egli scelga di descrivere vibra di potenzialità simbolica: una camicia stesa ad asciugare, dei ritagli di carta, un fermafoglio a forma di farfalla» – The Guardian

Uno dei più clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli «altri» per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui. Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar e nota dell'autore.

Il confronto:

L’incontro del gruppo di lettura di Castel Mella dedicato a Norwegian Wood ha messo in luce, forse più che in altre occasioni, quanto uno stesso libro possa essere vissuto in modo diverso a seconda dell’età, dell’esperienza personale e del momento della vita in cui lo si legge o rilegge.

Per molti partecipanti il sentimento dominante del romanzo è stata la tristezza, una tristezza continua che accompagna il lettore dall’inizio alla fine. È emerso con forza il tema del passaggio doloroso dall’adolescenza all’età adulta: una fase fragile, segnata da smarrimento, silenzi, incapacità di comunicare davvero con gli altri. Alcuni hanno sottolineato come Toru Watanabe sia un protagonista distaccato, che parla poco, osserva molto e sembra vivere gli eventi quasi in terza persona, senza una vera partecipazione emotiva.

Il personaggio di Toru ha diviso il gruppo. C’è chi lo ha definito scialbo, ignavo, senza spessore, un semplice sfondo su cui Murakami fa emergere gli altri personaggi; e chi invece ha visto in lui una figura coerente, fedele a se stessa, capace di accogliere gli altri senza mai perdere la propria identità. Per alcuni Toru è uno “specchio”, un tramite che incarna e riflette le persone che incontra, senza mai sovrastarle.

Molto intenso è stato il confronto sui personaggi femminili. Naoko è stata letta come una figura profondamente fragile, segnata da una forte repressione sessuale e da un disagio mentale che la porta progressivamente fuori dalla realtà. Alcuni interventi hanno sottolineato come la sua incapacità di vivere una sessualità serena finisca per far soffrire non solo lei, ma anche gli uomini che le stanno accanto. Midori, al contrario, è apparsa a molti come l’emblema della vitalità: eccessiva, provocatoria, diretta, con una grande forza di attaccamento alla vita. La contrapposizione tra Naoko e Midori è stata letta come una scelta simbolica tra morte e vita, tra chi si ritrae e chi invece si espone fino in fondo.

Il tema della sessualità ha suscitato sorpresa e discussione. Diversi lettori non si aspettavano una tale libertà di costumi nel Giappone degli anni Sessanta. Alcuni hanno trovato il sesso descritto in modo troppo realistico o disturbante, altri lo hanno considerato naturale, privo di tabù e coerente con un contesto culturale in cui la repressione quotidiana convive con una letteratura e un cinema molto spinti. È emersa anche una riflessione sulla differenza tra uomini e donne nel vivere il tradimento, il possesso e il desiderio, oltre al peso del ceto sociale nelle relazioni.

Un tema centrale del confronto è stato quello della morte e del suicidio, molto presenti nel romanzo. I suicidi – spesso privi di spiegazioni chiare – hanno lasciato in molti un senso di sospensione e disagio. Per alcuni questa mancanza di risposte è una scelta precisa dell’autore, che lascia volutamente dei vuoti; per altri è una debolezza narrativa. È stato però condiviso che, nel mondo di Murakami, la morte non è un evento eccezionale ma una componente costante della vita, verso cui i personaggi sono stranamente attratti.

Interessante anche la riflessione sul disagio mentale. La clinica, la routine quotidiana, i gesti ripetuti sono stati visti da alcuni come un modo per restare ancorati alla realtà, da altri come una forma di immobilità che non cura davvero. È emersa l’idea che non si tratti di “aggiustare” le persone, ma di convivere con le proprie alterazioni, riconoscendo che la normalità è un concetto fragile.

Dal punto di vista stilistico, diversi partecipanti hanno definito Norwegian Wood un romanzo molto occidentale, vicino al modello del romanzo americano, ricco di riferimenti musicali e con una scrittura scorrevole. Le descrizioni – della natura, dei cibi, dei paesaggi – sono state apprezzate per la loro forza sensoriale e per la capacità di creare immagini quasi pittoriche. Altri, invece, lo hanno trovato lento o pesante, pur riconoscendone la qualità stilistica.

Infine, è emersa una riflessione condivisa: Norwegian Wood è un libro che cambia a seconda dell’età in cui lo si legge. Alcuni lo avevano amato profondamente da giovani e lo hanno ritrovato diverso, meno travolgente, ma comunque significativo. Altri non sono riusciti ad amarlo, pur riconoscendone il valore. In ogni caso, il romanzo ha stimolato un confronto ricco e autentico, confermando la sua capacità di mettere il lettore di fronte a temi universali come la perdita, la fragilità e la scelta – mai semplice – di restare attaccati alla vita.


giovedì 19 settembre 2019

La regola dei pesci di Giorgio Scianna

Trama: Quando a settembre riapre la scuola, il liceo Tommaseo viene travolto da una scoperta che lascia tutti senza fiato: quattro ragazzi, gli unici maschi della quinta C, sono spariti. Erano in vacanza in Grecia, ma dal 22 luglio nessuno sa più niente di loro. E mentre un funzionario della Farnesina viene incaricato di assistere i genitori nel tentativo di capire cosa sia successo, uno dei quattro torna a casa, illeso ma chiuso in un mutismo inattaccabile. Fra di loro c'era un patto, e romperlo significherebbe tradire la fiducia degli altri. Dopo aver raccontato gli adolescenti in un romanzo che ha fatto il giro delle scuole di mezza Italia –Qualcosa c'inventeremo –, Giorgio Scianna sceglie di esplorare, senza mai giudicare, la complessa realtà di chi ha diciotto anni oggi. Perché è quella l'età in cui si prendono le misure di se stessi e del mondo, in cui la sete d'avventura si muove verso direzioni impensabili. La ribellione può assumere molte forme, tante quante sono le speranze.



Il confronto:
 
L.F. : La descrizione dell'adolescenza, che prelude ad un periodo nel quale i figli non ti ascoltano, è molto attuale. I figli seguono i social e si fanno influenzare. I quattro ragazzi pensano di andare a vedere un posto nuovo, di fare una nuova esperienza,  non di combattere. E' l' immaturità tipica della loro età, che li porta anche a fare le stesse scelte quando si trovano tutti insieme. Ma alla fine c'è un'apertura alla speranza e la famiglia è quella istituzione che può resistere

M.S. : alla fine questi ragazzi così critici sembra che ce l'abbiano a morte con i genitori. Tutti tra l'altro provengono da famiglie borghesi abbastanza agiate.

Li.Fe. : Scianna descrive il vuoto e l'angoscia dei giovani d'oggi che si lasciano convincere dai social perché non hanno riferimenti sicuri. La regola dei pesci è andare dove va il branco.

C.D.: Ci sono zone di buio nei giovani e piuttosto di adagiarsi nel nulla la loro scelta cade su qualcosa di mostruoso. Ci sono anche degli spunti positivi e di riscatto: per esempio il valore dell'amicizia. Anche la musica è vista come una strada verso la salvezza. Infatti alla fine i ragazzi decidono di andare al meeting.

E.N. : mi sembra strano che i ragazzi siano così. Forse quelli delle famiglie medio borghesi. Li ho confrontati con quelli che lavorano in fabbrica, che hanno altro per la testa, come sballare il sabato.
Verso la fine del romanzo pensavo che sarebbero tornati a casa e che si prendessero la responsabilità di quello che avevano combinato. Invece vanno oltre, al meeting di musica e, bontà loro, mandano una cartolina ai genitori per far sapere che stanno bene. Non avevano la misura delle preoccupazioni e dei dispiaceri che inflitti alle loro famiglie.

giovedì 22 novembre 2018

La stanza di sopra di Rosella Pastorino


Una città di provincia, una casa in cima a una scalinata, una stanza al piano di sopra, dove c'è un uomo, immobilizzato in un letto. Ester studia poco, passa il tempo a fumare con gli amici nel baretto sulla spiaggia o a bere nelle cantine delle case popolari. Sembra libera e indipendente, bacia e sa farsi sfiorare, si concede e si ritrae, sa scatenare il desiderio di un uomo più grande. Ma è smarrita nel silenzio di casa sua, nell'impossibilità di comunicare con la madre se non con frasi brevi e sprezzanti, nell'incapacità di nutrirsi, nello sgomento di quella stanza di cui non si può parlare: lì dove c'è il padre, da dieci anni muto, congelato tra la vita e la morte. «La stanza di sopra» è il primo romanzo di Rosella Postorino: anatomia emotiva del distacco doloroso e incolmabile che separa l'infanzia dalla maturità.

Il confronto
 
M.T. : la protagonista Ester pur nella sua giovane età non è poi così debole. Fa un sacco di errori ma caratterialmente è forte. Si sente abbandonata dalla madre e ne parla in modo molto duro, è di una cattiveria incredibile.

MR. F.: in Ester prevale il bisogno di ribellione tipico degli adolescenti. La mamma è più vittima di lei. Questo romanzo rappresenta la sofferenza in modo sublime.

R.R. : la madre sta morendo a poco a poco con il padre. Ester non ha né madre né padre.

L.F.: Ester è forte di carattere, anche troppo. Incolpa la madre di essere debole. Alla ragazza manca la figura paterna anche come contatto fisico. Si evince dal confronto con la sua amica che ha un padre tiranno e fascista, ma Ester lo ammira. Lo adora perchè ne sente la presenza. I suoi amici sono disturbati quanto lei. Ester cerca il male nelle persone.

P.B. : In questi pochi personaggi (madre, padre, figlia, amica, uomo della festa) traspare una profonda solitudine. Nessuno ha un nome proprio tranne Ester, il cui comportamento è al limite dell'autodistruzione.

M. F. : C'è una nota positiva alla fine del romanzo, nella quale si intravede un po' di speranza. Mi è piaciuta moltissimo la prima pagina poiché è l'unico momento dove c'è un po' di luce nella casa e anche l'anima di Ester ne è illuminata. La casa per il resto è il regno dell'oscurità, della polvere. L'assenza di comunicazione è in tutti i rapporti, anche con gli amici che frequenta. La compagnia di ragazzi con cui si vede è basata sullo stordimento, non ci sono nomi, non ci sono volti, vivono nascosti dal mondo. L'unico contatto è la compagna di classe che l'aiuta nei compiti. L'amica ha un padre dispotico, una figura negativa, ma pur sempre un padre. Tuttavia non c'è amore nella famiglia di questa amica dove la convivenza è basata sulla paura: la moglie e la figlia sono perfette nel loro comportamento ma soggiogate dal marito/padre padrone. L'esperienza con il signore della festa è molto triste. Lui si rivela un miserabile. Purtroppo ci sono molte adolescenti che si buttano via con uomini più grandi di loro, ma senza scrupoli. Nella scena finale, dopo l'esperienza negativa e squallida con l'uomo della festa, Ester si sdraia sul padre infermo cercando conforto.

M. R.: L'unica parte che non mi è piaciuta è quando vede la mamma in cucina che piange, le si avvicina, vorrebbe confortarla ma il suo carattere da ragazzina arrabbiata non glielo permette. Come persona sapeva di poco.

C.D. : L'amica aiuta Ester perchè animata da uno spirito da crocerossina, che la fa sentire bene e che rafforza la sua immagine di perfezione alla quale tende, anche su condizionamento paterno. La mamma di Ester, nell'episodio in cui comunica alla figlia la malattia del padre è stata eccessiva, dando sfogo al dramma e alla propria disperazione senza tener conto di aver di fronte una bambina di soli 5 anni. Ester è una ragazza confusa nei sentimenti e nelle emozioni, che si è trovata ad affrontare un carico di sofferenza più grande di lei e si è sentita sola. La scena finale di Ester sdraita sul padre malato è straziante e commovente.

O.G. : La condizione umana del marito/padre è la grande sofferenza. Se fosse morto si sarebbero risolte le cose in modo più naturale e sereno per tutti.

C. B. : E' un romanzo angosciante.

E.S. : Però è scritto molto bene.




mercoledì 26 marzo 2014

La Cena di Herman Koch

Ci siamo incontrati
Martedì 25 marzo 2014
 alle ore 20,30  
nella sede della biblioteca 
per confrontarci  sulla lettura di
  La cena
  di Herman Koch


Trama (da IBS): Due coppie sono a cena in un ristorante di lusso. Chiacchierano piacevolmente, si raccontano i film che hanno visto di recente, i progetti per le vacanze. Ma non hanno il coraggio di affrontare l'argomento per il quale si sono incontrati: il futuro dei loro figli. Michael e Rick, quindici anni, hanno picchiato e ucciso una barbona mentre ritiravano i soldi da un bancomat. Le videocamere di sicurezza hanno ripreso gli eventi e le immagini sono state trasmesse in televisione. I due ragazzi non sono stati ancora identificati ma il loro arresto sembra imminente, perché qualcuno ha scaricato su Internet dei nuovi filmati, estremamente compromettenti. Paul Lohman, il padre di Michael, si sente responsabile. Si riconosce nel figlio perché hanno molto in comune, non ultima l'attrazione per la violenza. Non può lasciare che trascorra la sua vita in galera. Serge, il fratello di Paul, è il padre dell'altro ragazzo, il complice. Secondo i sondaggi Serge Lohman è destinato a diventare il nuovo Primo ministro olandese. Se l'omicidio verrà rivelato, sarà la fine della sua carriera politica. Babette, la moglie di Serge, sembra più interessata ai successi del marito che al futuro del proprio ragazzo. Claire, la moglie di Paul, vuole proteggere il figlio a ogni costo. Ma quanto sa di ciò che è realmente accaduto? Due coppie di genitori per bene durante una cena in un bel ristorante. Cosa saranno capaci di fare per difendere i loro figli?

Recensione libro da Wuz

Intervista all'autore da Wuz 





mercoledì 26 febbraio 2014

L'orologiaio di Everton di Gerges Simenon

Ci siamo incontrati
Martedì 25 febbraio 2014
 alle ore 20,30  
nella sede della biblioteca 
e confrontati  sulla lettura di

L'orologiaio di Everton
 di Georges Simenon


Trama (da Ibs):Da quando la moglie se n'è andata, quindici anni e mezzo prima, senza portarsi via il figlio di pochi mesi e lasciandosi dietro solo una vestaglietta di cotonina e la scia del suo profumo, Dave ha vissuto soltanto per Ben. Ogni attimo della sua vita. La notte come il giorno. Il figlio ha sempre detto che sì, era felice. Sulla madre non ha fatto mai un granché di domande. Allora perché una notte è andato via, anche lui senza una parola per quel padre che non desiderava altro che essergli amico? E perché lui e Lillian, la ragazzina quindicenne che lo ha seguito, hanno ucciso un uomo? Solo quando Ben, dopo il suo arresto, rifiuterà di vedere il padre, Dave comincerà a capire il figlio e il suo disperato bisogno di ribellarsi...