"Ci sono libri che si posseggono da vent'anni senza leggerli, che si tengono sempre vicini, che uno si porta con sè di città in città, di paese in paese, imballati con cura, anche se abbiamo pochissimo posto, e forse li sfogliamo al momento di toglierli dal baule; tuttavia ci guardiamo bene dal leggerne per intero anche una sola frase. Poi, dopo vent'anni, viene il momento in cui d'improvviso, quasi per una fortissima coercizione, non si può fare a meno di leggere uno di questi libri di un fiato, da capo a fondo: è come una rivelazione."

Elias Canetti

«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire»

(I. Calvino, Perché leggere i classici, def. 6)

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mercoledì 25 marzo 2026

Due sulla strada di Roddy Doyle



Trama: 
Jimmy Rabbitte senior, disoccupato e squattrinato, trascina la sua esistenza fra il pub e il campo di calcio dei ragazzi. Quando anche il suo migliore amico, Bimbo, viene licenziato, i due decidono di fare qualcosa per riscattarsi ai propri occhi e a quelli delle famiglie: acquistare un furgoncino e mettersi davanti ai locali, sulle spiagge, a vendere hamburger e patatine.

È un'impresa che porterà un po' di soldi, una quantità di avventure impreviste, parecchi momenti esilaranti, e qualche subbuglio in famiglia...

Il confronto:

Nel nostro incontro del 25 marzo 2026 abbiamo discusso Due sulla strada, un romanzo che ha diviso il gruppo ma che ha comunque acceso un confronto vivace, tra risate, fastidi e riflessioni su temi ancora attuali come il lavoro, la dignità e l’amicizia.

“Non avevano molto, ma avevano ancora l’un l’altro.”

Molti hanno riconosciuto nello stile di Roddy Doyle una capacità particolare: raccontare situazioni difficili con un tono leggero e ironico. La storia è ambientata nell’Irlanda degli anni ’90, in un contesto segnato dalla disoccupazione e dalle difficoltà economiche. I protagonisti, Jimmy e Bimbo, sono due uomini semplici, “terra a terra”, che perdono il lavoro ma non rinunciano a una certa forma di ottimismo, fatta di pub, birra, calcio e battute.

Proprio da questa condizione nasce l’idea di reinventarsi: avviare insieme una piccola attività ambulante. All’inizio tutto sembra funzionare, anche grazie al coinvolgimento della famiglia e a una solidarietà che appare sincera. Tuttavia, come è stato sottolineato più volte nel gruppo, l’equilibrio regge finché il rapporto resta paritario. Quando subentrano questioni di gerarchia, proprietà e responsabilità, l’amicizia comincia a incrinarsi.

È emerso con chiarezza come il romanzo sia, prima di tutto, una riflessione su un’amicizia maschile forte ma fragile. Il “furgone della discordia”, simbolo dell’attività condivisa, diventa anche il punto di rottura tra i due protagonisti.

Il tema della disoccupazione ha colpito molti. La perdita del lavoro non è solo economica, ma anche identitaria: Jimmy prova umiliazione nel non riuscire a mantenere la famiglia, anche quando il figlio cerca di aiutarlo con discrezione. Nonostante tutto, i personaggi rifiutano lavori che percepiscono come non dignitosi, mantenendo un senso di orgoglio e dignità personale.

Accanto a questi aspetti, non sono mancate critiche. Diversi lettori hanno trovato il linguaggio scurrile e a tratti fastidioso, soprattutto nella rappresentazione delle donne. Alcuni hanno interpretato questa scelta come il tentativo di descrivere una precisa subcultura senza filtri. È stato però anche osservato come, alla fine, le figure femminili risultino più solide e responsabili.

Lo stile, costruito quasi interamente su dialoghi serrati, ha diviso: per alcuni è risultato dinamico e realistico, per altri faticoso e ripetitivo, quasi una sceneggiatura più che un romanzo. Nonostante questo, molte scene sono state ricordate per la loro forza comica e surreale.

Nel complesso, Due sulla strada è stato letto come un romanzo imperfetto ma autentico, capace di raccontare vite marginali senza idealizzarle. Non tutti lo hanno considerato un grande libro, ma molti ne hanno riconosciuto il valore nel restituire uno spaccato sociale credibile.

Forse il suo punto più interessante sta proprio qui: mostrare come, anche nelle difficoltà e negli errori, siano le relazioni – più del successo – a tenere insieme le persone.

venerdì 24 ottobre 2014

La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo

L'incontro di martedì 18 novembre è stato rinviato a
Martedì 25 novembre 2014

 alle ore 20,30  

nella sede della biblioteca 

per il  confronto sulla lettura di
   
La simmetria dei desideri 
 
di Eshkol Nevo

Trama: Quattro amici guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Non hanno ancora trent'anni, e hanno condiviso la giovinezza, gli studi, l'esercito, le avventure, i sogni e le difficoltà, le speranze e gli amori. Sono uniti da un legame intenso, dal bisogno profondo di parlare e di confrontarsi su tutto, senza vergogna, affrontando le lacrime e la gioia, la vita in ogni suo aspetto.
Yuval, il narratore, ha un animo buono e una spartana educazione anglosassone; Churchill è un egoista irresponsabile ma trascinante, ed è il fondatore della loro gang dai tempi del liceo. Ofir vive di parole e brucia ogni giorno la sua creatività in un ufficio pubblicitario. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore, è già sposato e ha due figli.
Durante la partita Amichai ha un'idea: perché non scrivere su un foglietto i propri desideri, i sogni per gli anni a venire, per poi attendere la prossima finale della coppa del mondo e vedere se si sono realizzati?
Quel giorno in cui sta per scrivere il suo bigliettino Yuval ha da poco incontrato Yaara, e sa già che è la donna della sua vita. Prima l'ha vista alla mensa dell'università, poi uno scambio di chiacchiere, di numeri di telefono, una telefonata notturna, infine un bacio. Yaara è una di quelle donne che smentisce la teoria dell'amico Churchill: «Non esiste una ragazza bella, intelligente, arrapata e anche libera. Uno degli elementi è sempre assente».Nel bigliettino dei desideri Yuval scrive: «Ai prossimi Mondiali voglio stare ancora con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio essere sposato con Yaara. Ai prossimi Mondiali voglio avere un figlio da Yaara. Possibilmente una figlia». Il suo destino, e quello dei suoi amici, è pronto a mettersi in moto.
Intorno a loro, all'inizio del nuovo millennio, una società logorata, sfiancata dai continui conflitti, che ha fatto della repressione e della rimozione uno stile di vita. I quattro protagonisti hanno a loro volta cercato di dimenticare la Prima Intifada, quando erano soldati dell'esercito, mentre la Seconda Intifada li costringe a porsi domande sul proprio futuro. In un mondo come questo è davvero possibile, è davvero giusto avere dei desideri?