"Ci sono libri che si posseggono da vent'anni senza leggerli, che si tengono sempre vicini, che uno si porta con sè di città in città, di paese in paese, imballati con cura, anche se abbiamo pochissimo posto, e forse li sfogliamo al momento di toglierli dal baule; tuttavia ci guardiamo bene dal leggerne per intero anche una sola frase. Poi, dopo vent'anni, viene il momento in cui d'improvviso, quasi per una fortissima coercizione, non si può fare a meno di leggere uno di questi libri di un fiato, da capo a fondo: è come una rivelazione."

Elias Canetti

«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire»

(I. Calvino, Perché leggere i classici, def. 6)


Il critico Lytton Strachey (a destra) prende il tè con Rosamond Lehmann e suo fratello, John Lehman del circolo Bloomsbury : i componenti del celebre circolo letterario inglese che ha contribuito a definire la cultura britannica nel periodo tra le due guerre

martedì 3 febbraio 2026

Bambino di Marco Balzano




Ci incontriamo

mercoledì 25 febbraio 2026 ore 20,30

nella sede della Biblioteca di Castel Mella

per confrontarci sul libro:

"Bambino" di Marco Balzano 




Libro vincitore del Premio Letterario Internazionale Alessandro Manzoni - Città di Lecco al Romanzo Storico 2025
Libro vincitore del Premio Acqui Storia 2025 - categoria Romanzo Storico

Un romanzo palpitante in cui il giudizio – anche di fronte alle azioni più estreme – è sempre fuori scena. Con una scrittura trascinante e tagliente, Marco Balzano torna a indagare il rapporto tra individuo e collettività, tra le scelte personali e i grandi rivolgimenti della Storia. «La vita è aggredire o difendere, distruggere o prendersi cura».

Siamo a Trieste, la guerra è appena finita. Un uomo beve un caffè al bancone del bar. Qualcuno lo chiama, lui si gira ma sente già la canna di una pistola puntata contro la schiena. Tutti lo conoscono come «Bambino»: è stato la camicia nera più spietata della città. «Ho ucciso e fatto uccidere. Ho sempre cercato di stare dalla parte del più forte e mi sono sempre ritrovato dalla parte sbagliata». Una storia veloce quanto un proiettile che attraversa guerre, confini, tradimenti. Come in “Resto qui”, Marco Balzano torna al grande romanzo storico e civile. E lo fa con il suo personaggio più duro, impossibile da dimenticare. Mattia nasce a Trieste nel 1900. La sua infanzia irrequieta, forse, è già un presagio: un fratello che parte per l’America, un amico che presto lo abbandona. Quando scopre che la donna che lo ha cresciuto non è la sua vera madre, dentro di lui qualcosa si spezza e nel petto divampa un fuoco freddo che non saprà mai domare. L’ingresso tra le file degli squadristi è una conseguenza quasi naturale. Nonostante il soprannome che gli hanno affibbiato per il suo viso da fanciullo, «Bambino», Mattia ostenta una ferocia da boia. Ma prima ancora dell’ideologia, prima della violenza e della brutalità antislava, il motivo per cui indossa la camicia nera e batte palmo a palmo le terre contese è la speranza di ritrovare quella madre senza nome né volto. La ricerca di una donna che non ha mai conosciuto diventa il senso di tutto. Suo padre, un vecchio orologiaio sicuro che le persone si possano riparare come gli ingranaggi, è l’unico a conoscere la verità ma la tiene sigillata in un silenzio blindato quanto una cassaforte. Nella frontiera d’Italia più dilaniata, la vita di Bambino scivola su un piano inclinato: ogni giorno una nuova spedizione, un nuovo assalto, una nuova rapina. E poi, tutto d’un fiato, lo scoppio della guerra, i nazisti in città, l’occupazione jugoslava di Trieste, le foibe. Un’esistenza vissuta da cane sciolto, scandita da un implacabile conto alla rovescia.


giovedì 29 gennaio 2026

Abitare poeticamente il mondo

Il Gruppo di Lettura di Castel Mella e la Biblioteca comunale vi propongono una serata sulla poesia vista da una singolare e insolita prospettiva.

L'incontro è aperto a tutti, ma per ragioni organizzative è gradita la prenotazione.

Contattare la biblioteca tramite whatsapp al numero 0302610870 oppure

con mail all'indirizzo biblioteca@comune.castelmella.bs.it.


mercoledì 21 gennaio 2026

Norwegian Wood (Tokyo Blues) di Murakami Haruki

 

Ci siamo incontrati

mercoledì 21 gennaio 2026 ore 20.30 

nella sede della biblioteca di Castel Mella

per confrontarci sulla lettura del libro:

"Norwegian Wood" di Murakami Haruki

NON PERDETECI DI VISTA!

Presto verrà pubblicato il resoconto della serata


Un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli «altri» per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi.

«La costruzione della scrittura di Murakami è così impalpabile e squisita che ogni cosa egli scelga di descrivere vibra di potenzialità simbolica: una camicia stesa ad asciugare, dei ritagli di carta, un fermafoglio a forma di farfalla» – The Guardian

Uno dei più clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull'adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli «altri» per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un'istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui. Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar e nota dell'autore.

 


venerdì 19 dicembre 2025

Tutto per i bambini di Delphine De Vigan

 

 
Trama: Parigi, 2019. Moglie e madre modello, Mélanie gestisce un canale YouTube che ha milioni di iscritti, Happy Récré, interamente dedicato ai suoi figli, Sam e Kim, di otto e sei anni. I bambini si esibiscono in una recita ininterrotta davanti alla telecamera: Mélanie ha trasformato le loro identità in un bene di consumo. Ma un giorno i riflettori di Happy Récré fanno cortocircuito. Kim è scomparsa. In questo nuovo, acclamatissimo romanzo Delphine de Vigan si avventura con coraggio nell'universo tanto complesso quanto affascinante dei social network, restituendo il ritratto di una società – la nostra – in cui non c'è niente che non possa essere messo in scena e in vendita. Persino, e soprattutto, la felicità.

Primi anni Dieci del Duemila. Mélanie, che è cresciuta davanti allo schermo della televisione, ipnotizzata dai reality e dalle loro promesse di notorietà, ha un solo obiettivo nella vita: diventare famosa. Quando supera le selezioni per un nuovo show – seppur non tra i piú noti – Mélanie è al settimo cielo. Ma quell'unica esperienza si rivela disastrosa. Il segno del fallimento è una ferita che non si rimargina. 2019. Moglie e madre modello, Mélanie vive in un lussuoso complesso residenziale nei sobborghi di Parigi e ha creato un canale YouTube di grande successo, Happy Récré, interamente dedicato alla vita quotidiana dei suoi figli, Sam, di otto anni, e Kim, di sei. La formula di Mélanie ha conquistato la rete: il prodotto di quest'anonima madre intraprendente è seguito, ammirato, amato da milioni di iscritti. Sponsor, promozioni, campagne: i bambini si prestano alle richieste delle aziende che passano per il filtro materno; Sam e Kim vivono una recita ininterrotta e le loro identità sono ormai un brand. Ma un giorno i riflettori del mondo di Mélanie fanno cortocircuito: Kim è scomparsa. Della squadra di polizia che conduce le indagini fa parte la giovane Clara, che si appassiona subito al caso. La piccola Kim ha lasciato poche tracce: incontro sbagliato, fuga, rapimento? Non si può scartare nessuna ipotesi, e Clara sospetta che la chiave di tutto sia nascosta dietro le quinte di Happy Récré. Scavando nell'universo dei baby influencer, Clara si rende conto allora che la felicità esibita dagli schermi è un'ingannevole illusione. Perché la realtà in cui si muovono i piccoli Sam e Kim, piú che al regno fatato descritto da Mélanie, assomiglia a un vero e proprio inferno autorizzato.

Il confronto: 

Quando l’amore diventa esposizione

Nel nostro ultimo incontro del gruppo di lettura abbiamo discusso Tutto per i bambini di Delphine de Vigan, un romanzo che ha suscitato reazioni forti, a tratti contrastanti, ma quasi sempre attraversate da un senso di inquietudine profonda. È un libro che parla di futuro, ma soprattutto di presente: di social network, visibilità, solitudine e del modo in cui gli adulti proiettano sui figli i propri vuoti.

Molti di noi hanno avuto la sensazione di leggere un reportage, più che un romanzo tradizionale. Lo stile asciutto e cronachistico rimanda a fatti reali, a episodi che potrebbero appartenere alla cronaca di oggi. L’ambientazione nel 2031 non appare come un salto fantascientifico, ma come una naturale estensione del mondo che già conosciamo.

Al centro della storia c’è una madre che, non riuscendo a realizzare il proprio desiderio di fama, finisce per trasferirlo interamente sui figli. La sua è una carenza affettiva profonda, che affonda le radici nell’infanzia: una vita vissuta senza sentirsi amata, senza essere vista. I social diventano per lei uno spazio di compensazione, un luogo in cui cercare quell’amore che non ha mai ricevuto. Ma il bisogno di approvazione si trasforma presto in dipendenza, e la linea tra cura e sfruttamento si spezza.

È emersa con forza l’idea che questa madre non si renda conto del male che provoca, nemmeno quando marito e figli la abbandonano. Continua a mostrarsi, truccata e sorridente, perché crede di essere amata dai follower. Una frase del romanzo ha colpito particolarmente: per lei è più importante essere amata da chi la segue online che dalla propria figlia. Un’affermazione giudicata da molti tristissima, ma anche terribilmente vera.

I figli, infatti, pagano il prezzo più alto. Uno riesce a sganciarsi e a cercare il proprio destino, l’altro rimane intrappolato nel meccanismo, fino ad ammalarsi. È stato sottolineato come i bambini dovrebbero fare i bambini, e non diventare contenuti. La domanda che aleggia è inquietante: che adulti diventeranno?

Accanto alla figura della madre si staglia quella della poliziotta, l’altra protagonista del romanzo. Le due donne si contrappongono, ma anche si riflettono. Da una parte l’assenza totale di responsabilità e di visione a lungo termine, dall’altra uno sguardo più distaccato, che cerca di comprendere e arginare. L’educazione ricevuta, l’ambiente familiare, il modo in cui si impara a stare al mondo: tutto sembra determinante.

Nel dibattito si è parlato molto anche del rapporto generazionale con i social. Per molti adulti esiste ancora una separazione tra realtà e mondo digitale; per i più giovani, invece, i social fanno parte integrante della realtà stessa. Non sono più uno strumento esterno, ma qualcosa che si porta sempre con sé, da cui è difficile staccarsi. Anche quando si tenta di disattivarli, il gesto di controllo resta un automatismo.

C’è chi ha sottolineato come i social, in sé, non siano il male: possono essere utili, persino positivi. Il problema, come spesso accade, è l’uso che se ne fa. Dietro c’è un algoritmo che osserva, monitora, indirizza; un sistema che non perdona gli errori e che trasforma tutto in merce, perfino l’intimità familiare. E intorno, una folla di spettatori: persone che guardano, seguono, commentano. Un pubblico che rende possibile tutto questo.

Il giudizio sulla madre è stato, per molti, durissimo. Immatura, irresponsabile, incapace di proteggere i figli. Anche il marito non ne esce indenne: viene visto come debole, poco lucido, incapace di opporsi davvero. Il romanzo è stato definito senza mezzi termini “un affresco della stupidità del genere umano”, ma dietro questa durezza resta una domanda più complessa: quanto siamo tutti coinvolti in questo meccanismo?

Tutto per i bambini è un libro che non consola e non assolve. Mette a disagio, costringe a guardare. Un mondo che non perdona, come è stato detto, e che forse – proprio per questo – somiglia molto più al nostro presente che a un futuro lontano.

giovedì 13 novembre 2025

Mostra "Bacio del pensiero" di Laura Buccafusca


La mostra, attesa con trepidazione, è la conclusione di una performance artistica
che si è tenuta da Laura Buccafusca
per gli utenti della biblioteca,
che hanno vissuto tra gli scaffali
un'esperienza breve ma intensa,
magica ed emozionale!
Il risultato di questi momenti,
catturato sapientemente dall'artista
con la macchina fotografica
è stato sviluppato e stampato in cianotipia,
quindi esposto nell'Auditorium G. Gaber,
per essere visionato negli orari di apertura della biblioteca, da sabato 15, giorno dell'inaugurazione,
fino a sabato 22 novembre.




mercoledì 12 novembre 2025

Il Budda delle periferie di Hanif Kureishi

 


Ci siamo incontrati

mercoledì 19.11.2025  alle 20.30

 nella sede della biblioteca

per confrontarci sulla lettura del libro

"Il Budda delle Periferie " di Hanif Kureishi




Praticamente, si tratta di un compleanno di quelli importanti. Sono passati venticinque anni da quando la comparsa sulla scena letteraria del romanzo che avete tra le mani ha rovesciato un bel po' di preconcetti. Cinque lustri sono trascorsi da quando Hanif Kureishi, già candidato all'Oscar per la sceneggiatura di 'My Beautiful Laundrette', ci ha fatto conoscere e praticamente regalato il suo protagonista Karim, diciassettenne, ribelle, spiritoso, mezzo indiano e mezzo no, e 'vero inglese, più o meno' come lui stesso dice. 'Il Budda delle periferie', romanzo d'esordio, racconto di formazione quasi picaresco, documento sociale e politico, e praticamente essenziale abbecedario della cultura pop-rock, con la sua irriverenza e la sua sfrontatezza continua da allora a incantarci. Pochissimi romanzi - con la lettura dei quali siamo in qualche modo diventati diversi e probabilmente migliori - hanno questo potere, di conservare intatta la loro forza e la loro magia nel tempo. Se non lo avete ancora fatto, seguite le avventure e i pensieri di questo ragazzo, che vi trascineranno in un mondo che non conoscete né vi aspettate. Se lo avete già letto, incrociando di nuovo queste righe scoprirete che Karim ha ancora la scandalosa e spregiudicata libertà di allora, e che voi stessi siete cambiati, ma siete ancora quelli che eravate, 'più o meno'."