L'Odissea raccontata, per quadri, in prima persona dalla voce delle protagoniste. Un curioso e riuscito alternarsi di punti di vista che fa vibrare di nuova vita un classico immortale, rendendolo accessibile a un pubblico più vasto e combinando spessore narrativo, valore didattico, e uno sguardo universale sulla varietà e sulla verità dei sentimenti.C'è Calipso che deve lasciar andare Ulisse sebbene ne sia innamorata, c'è Nausicaa seduttrice immatura ma pericolosamente potente, c'è Circe dominatrice che disprezza gli uomini ma allo stesso tempo ne ha bisogno, ci sono le Sirene incantatrici e distruttrici, c'è Euriclea la nutrice e naturalmente Penelope la sposa in attesa. Ciascuna narra la sua parte della celebre epica, portando il proprio, inedito, punto di vista e ribaltando la prospettiva unica dell'eroe maschile nella polifonia del femminile. E tra l'una e l'altra donna parla Atena, "dea ex machina", che sprona sia Telemaco sia Ulisse a fare ciò che devono: la voce della grande donna dietro ogni grande uomo.
Il confronto:Il 18 ottobre ci siamo ritrovati per parlare di L’Odissea di Marilù
Oliva, una rilettura del grande poema omerico che sceglie di dare particolare
spazio alla dimensione femminile e al ruolo delle donne nella vicenda di
Odisseo.
Il romanzo ripercorre il viaggio dell’eroe verso Itaca, ma lo fa con uno
sguardo che si sofferma soprattutto sulle figure femminili che incontra lungo
il cammino. Le donne non sono semplici presenze di contorno, né
personaggi deboli o remissivi: sono figure capaci di esercitare un’influenza
decisiva sul destino di Odisseo. È soprattutto questo il punto di
vista che l’autrice sembra voler mettere in evidenza, mostrando quanto il
ritorno dell’eroe sia legato anche agli incontri con dee, ninfe e donne che, in
modi diversi, lo aiutano, lo trattengono o lo mettono alla prova.
Tra queste emerge in particolare Atena, il cui intervento è fondamentale per
il ritorno a Itaca. Senza la sua protezione e il suo sostegno, probabilmente
Odisseo non sarebbe riuscito a concludere il viaggio. Anche Calipso e le Sirene
assumono un ruolo importante nella narrazione, mentre Penelope viene restituita
come una donna forte e intelligente, ben lontana dall'immagine di una figura
passiva in attesa del marito.
Durante la discussione ci siamo soffermati anche sulle caratteristiche del
protagonista. Odisseo è un eroe valoroso, ma ciò che soprattutto lo distingue è
la sua intelligenza. La razionalità, la capacità di elaborare strategie
e la conoscenza del mondo sono le qualità che gli permettono di affrontare le
difficoltà e di salvarsi, mentre i compagni sembrano spesso guidati da
bisogni più immediati, come la fame e la sete. Non va dimenticato, inoltre, che
Odisseo è un re, un uomo dalla presenza regale e conosciuto, e che la sua
figura si muove tra avventura, coraggio e desiderio di ritornare alla propria
casa.
Tra gli episodi ricordati, quello dell'incontro con Polifemo è stato
indicato come uno dei più interessanti. Ma a colpire maggiormente qualcuno di
noi è stata anche una scena più intima e commovente: la morte del cane
Argo, che riconosce il padrone dopo tanti anni e sembra aspettare proprio quel
momento prima di lasciarsi morire. Un passaggio che, nella sua
semplicità, restituisce tutta la forza del legame e dell'attesa.
Il libro ha suscitato opinioni piuttosto diverse. Per alcuni la scelta di
dare maggiore risalto alle donne è interessante e offre una prospettiva nuova
su una storia conosciuta, mettendo in luce personaggi che spesso, nella
narrazione tradizionale, restano sullo sfondo. Per altri, invece, questo punto
di vista non aggiunge elementi particolarmente significativi e non risponde a
un'esigenza di rilettura della vicenda.
È stata apprezzata l'idea di raccontare l'Odissea in una forma accessibile,
con numerosi spunti di riflessione, soprattutto per i lettori più giovani e per
un possibile utilizzo in ambito scolastico. Il ritorno di interesse per il
poema omerico, anche grazie alle nuove proposte cinematografiche e alla sua
presenza nei percorsi scolastici, rende questa rilettura un'occasione per
avvicinare ragazze e ragazzi a una storia che continua a parlare di avventura,
identità, desiderio e amore.
Non sono mancate, tuttavia, alcune riserve sulla scrittura. Chi conosce e
ama la mitologia greca avrebbe desiderato forse una maggiore profondità, oppure
una rilettura capace di svelare qualcosa di nuovo rispetto alla storia già
nota. Anche la quantità di nomi e di figure mitologiche può rendere la lettura
impegnativa e, in alcuni passaggi, creare un po' di confusione.
È emersa inoltre una curiosità: perché non raccontare la guerra di Troia dal
punto di vista di Elena, la donna la cui fuga con Paride è all'origine del
conflitto? Una domanda che apre idealmente la strada ad altre possibili
riletture, capaci di dare voce a personaggi femminili che la tradizione ha
spesso raccontato attraverso lo sguardo degli uomini.
Nel complesso, L’Odissea di Marilù Oliva ci ha offerto l'occasione
di tornare a una storia fondamentale della nostra cultura, osservandola da una
prospettiva diversa. Il viaggio di Odisseo non è soltanto un percorso
fatto di prove, pericoli e avventure: è anche una storia di incontri, desideri
e relazioni, nella quale le donne hanno un ruolo tutt'altro che marginale.
Una rilettura che può avvicinare nuovi lettori al poema omerico e, al tempo
stesso, invitare chi già lo conosce a interrogarsi ancora sui suoi personaggi e
sulle molte possibilità di raccontarli.
L'incontro è avvenuto nella Biblioteca comunale di Schilpario che ci ha gentilmente ospitato.
Il 18 ottobre ci siamo ritrovati per parlare di L’Odissea di Marilù
Oliva, una rilettura del grande poema omerico che sceglie di dare particolare
spazio alla dimensione femminile e al ruolo delle donne nella vicenda di
Odisseo.
Il romanzo ripercorre il viaggio dell’eroe verso Itaca, ma lo fa con uno
sguardo che si sofferma soprattutto sulle figure femminili che incontra lungo
il cammino. Le donne non sono semplici presenze di contorno, né
personaggi deboli o remissivi: sono figure capaci di esercitare un’influenza
decisiva sul destino di Odisseo. È soprattutto questo il punto di
vista che l’autrice sembra voler mettere in evidenza, mostrando quanto il
ritorno dell’eroe sia legato anche agli incontri con dee, ninfe e donne che, in
modi diversi, lo aiutano, lo trattengono o lo mettono alla prova.
Tra queste emerge in particolare Atena, il cui intervento è fondamentale per
il ritorno a Itaca. Senza la sua protezione e il suo sostegno, probabilmente
Odisseo non sarebbe riuscito a concludere il viaggio. Anche Calipso e le Sirene
assumono un ruolo importante nella narrazione, mentre Penelope viene restituita
come una donna forte e intelligente, ben lontana dall'immagine di una figura
passiva in attesa del marito.
Durante la discussione ci siamo soffermati anche sulle caratteristiche del
protagonista. Odisseo è un eroe valoroso, ma ciò che soprattutto lo distingue è
la sua intelligenza. La razionalità, la capacità di elaborare strategie
e la conoscenza del mondo sono le qualità che gli permettono di affrontare le
difficoltà e di salvarsi, mentre i compagni sembrano spesso guidati da
bisogni più immediati, come la fame e la sete. Non va dimenticato, inoltre, che
Odisseo è un re, un uomo dalla presenza regale e conosciuto, e che la sua
figura si muove tra avventura, coraggio e desiderio di ritornare alla propria
casa.
Tra gli episodi ricordati, quello dell'incontro con Polifemo è stato
indicato come uno dei più interessanti. Ma a colpire maggiormente qualcuno di
noi è stata anche una scena più intima e commovente: la morte del cane
Argo, che riconosce il padrone dopo tanti anni e sembra aspettare proprio quel
momento prima di lasciarsi morire. Un passaggio che, nella sua
semplicità, restituisce tutta la forza del legame e dell'attesa.
Il libro ha suscitato opinioni piuttosto diverse. Per alcuni la scelta di
dare maggiore risalto alle donne è interessante e offre una prospettiva nuova
su una storia conosciuta, mettendo in luce personaggi che spesso, nella
narrazione tradizionale, restano sullo sfondo. Per altri, invece, questo punto
di vista non aggiunge elementi particolarmente significativi e non risponde a
un'esigenza di rilettura della vicenda.
È stata apprezzata l'idea di raccontare l'Odissea in una forma accessibile,
con numerosi spunti di riflessione, soprattutto per i lettori più giovani e per
un possibile utilizzo in ambito scolastico. Il ritorno di interesse per il
poema omerico, anche grazie alle nuove proposte cinematografiche e alla sua
presenza nei percorsi scolastici, rende questa rilettura un'occasione per
avvicinare ragazze e ragazzi a una storia che continua a parlare di avventura,
identità, desiderio e amore.
Non sono mancate, tuttavia, alcune riserve sulla scrittura. Chi conosce e
ama la mitologia greca avrebbe desiderato forse una maggiore profondità, oppure
una rilettura capace di svelare qualcosa di nuovo rispetto alla storia già
nota. Anche la quantità di nomi e di figure mitologiche può rendere la lettura
impegnativa e, in alcuni passaggi, creare un po' di confusione.
È emersa inoltre una curiosità: perché non raccontare la guerra di Troia dal
punto di vista di Elena, la donna la cui fuga con Paride è all'origine del
conflitto? Una domanda che apre idealmente la strada ad altre possibili
riletture, capaci di dare voce a personaggi femminili che la tradizione ha
spesso raccontato attraverso lo sguardo degli uomini.
Nel complesso, L’Odissea di Marilù Oliva ci ha offerto l'occasione
di tornare a una storia fondamentale della nostra cultura, osservandola da una
prospettiva diversa. Il viaggio di Odisseo non è soltanto un percorso
fatto di prove, pericoli e avventure: è anche una storia di incontri, desideri
e relazioni, nella quale le donne hanno un ruolo tutt'altro che marginale.
Una rilettura che può avvicinare nuovi lettori al poema omerico e, al tempo
stesso, invitare chi già lo conosce a interrogarsi ancora sui suoi personaggi e
sulle molte possibilità di raccontarli.

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