Trama:
Trama:
Bartleby, scrivano, un giorno si
rifiuta di svolgere il proprio lavoro. "Preferirei di no": questa è
l'unica spiegazione che concede. Bartleby semplicemente si ferma, seduto alla
scrivania, al centro dell'ufficio o nella prigione di New York, e fissa il
muro. Perché? Sulle motivazioni si sono interrogati filosofi e letterati, senza
trovare una risposta unanime. E il fascino del piccolo capolavoro di Melville,
apparso per la prima volta nel 1853 e oggi considerato uno dei più bei racconti
dell'era moderna, è proprio qui, nel mistero di un uomo che nega l'accesso al
proprio animo e alle proprie ragioni, mentre sfida pacificamente la rigida
società di Wall Street e sconvolge equilibri e aspettative, che crollano come
un castello di presunzioni senza fondamento. Bartleby è un sognatore o un
disilluso? Sergio Perosa, nella limpida introduzione, ne esplica la natura,
consapevole dell'impossibilità di un giudizio definitivo sulla vita e le azioni
dello scrivano di Wall Street.
Il contronto:
Sempre nella stessa serata del 2 aprile 2025 il gruppo si è
tuffato in un classico della letteratura mondiale: Bartleby lo scrivano.
Nonostante gli anni, il testo è apparso a tutti sorprendentemente moderno.
Il "Preferirei di no" come atto politico
Il celebre rifiuto di Bartleby è stato il fulcro del dibattito. Luciano lo ha
interpretato come un atto di eroismo e ribellione contro l'alienazione del
lavoro e le gerarchie capitalistiche. Alcuni hanno invece proposto una lettura
legata al contrasto tra il razionalismo illuminista e il mistero
dell'individuo: Bartleby non è solo un "inetto" (richiamando Kafka o
Svevo), ma una figura che incarna la depressione e il fallimento
della società produttiva nel comprendere la sofferenza umana.
L'avvocato: siamo tutti noi?
Un'analisi molto interessante è stata fatta sulla figura del datore di lavoro. Alcuni lo hanno visto come una persona sensibile e umana, che
cerca di proteggere Bartleby nonostante l'assurdità del suo comportamento.
Tuttavia altri hanno sollevato un dubbio profondo: "Siamo tutti come
l'avvocato", facciamo fatica ad accettare chi rompe gli schemi. Il diverso
ci fa paura e il "no" di Bartleby mette in crisi le nostre certezze.
Dagli studi legali allo Smart Working
Il gruppo si è divertito a trovare parallelismi con la contemporaneità. Si è
scherzato su come la resistenza di Bartleby ricordi quella di chi oggi rifiuta
le nuove modalità di lavoro come lo smart working, mentre altri hanno
sottolineato come le dinamiche degli studi legali milanesi descritte da
Melville siano rimaste quasi identiche. La chiusura del libro, con l'immagine
dell'Ufficio delle Lettere Morte, ci ha lasciato con una profonda riflessione
sulla solitudine: Bartleby è l'uomo che smette di comunicare in un mondo che
corre troppo forte per fermarsi ad ascoltarlo.

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