"Ci sono libri che si posseggono da vent'anni senza leggerli, che si tengono sempre vicini, che uno si porta con sè di città in città, di paese in paese, imballati con cura, anche se abbiamo pochissimo posto, e forse li sfogliamo al momento di toglierli dal baule; tuttavia ci guardiamo bene dal leggerne per intero anche una sola frase. Poi, dopo vent'anni, viene il momento in cui d'improvviso, quasi per una fortissima coercizione, non si può fare a meno di leggere uno di questi libri di un fiato, da capo a fondo: è come una rivelazione."

Elias Canetti

«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire»

(I. Calvino, Perché leggere i classici, def. 6)

giovedì 30 settembre 2010

La nave dei fogli : Lettori In Barca Remano Insieme

Giornata di incontro

dei gruppi di lettura bresciani

Domenica 10 Ottobre 2010
Monastero di San Pietro in Lamosa
Provaglio d'Iseo

martedì 15 giugno 2010

Il giovane Holden di J. D. Salinger

Ci siamo incontrati
Martedi' 6 luglio 2010
alle ore 20,30
nella sede della biblioteca,
in via Onzato, 54
per confrontarci sulla lettura del libro
Il giovane Holden di Salinger
E' stato gradito ospite il gruppo di lettura di Ospitaletto.

mercoledì 9 giugno 2010

Tortuga di Valerio Evangelisti


Ci siamo incontrati
martedì 8 giugno 2010  
alle ore 20, 30

nella sede della biblioteca di Ospitaletto
e abbiamo condiviso con il  
Gruppo della biblioteca ospitante
le impressioni sul libro: Tortuga di Valerio Evangelisti

Trama (Da IBS): Nel 1685, i giorni dei pirati raggruppati nella confraternita detta dei Fratelli della Costa, obbedienti al re di Francia, sono contati. Luigi XIV ha fatto la pace con la Spagna e le scorribande dei filibustieri dei Caraibi, che hanno per base l'isola della Tortuga (La Tortue), sono diventate scomode. Un nuovo governatore ha preso possesso dell'isola e intende normalizzarla. È in questa situazione che un nostromo portoghese, Rogério de Campos, ex gesuita dal passato torbido, è catturato dal comandante pirata Lorencillo e arruolato a forza. Si trova a vivere tra gente sconcertante, dalla vita libera e indisciplinata e dalle imprevedibili esplosioni di crudeltà. Lentamente, Rogério è conquistato dalle regole a volte fraterne, a volte feroci, di quella comunità singolare. La sua è una progressiva discesa all'inferno - un inferno, però, fondato sullo scatenamento degli istinti, e a suo modo "democratico". La stessa Tortuga, covo della Filibusta fedele in teoria alla Francia, ha le apparenze di una repubblica, eppure si fonda sul più rigido schiavismo. Rogério, passato al servizio del tetro cavaliere De Grammont, partecipa all'ultima grande avventura dei pirati della Tortuga: la presa, sanguinosissima, della città di Campeche, sulle coste messicane. Unica luce, in quella conquista infernale, l'amore del portoghese per una schiava africana da cui lo stesso De Grammont è attratto. Sarà l'episodio che volgerà il viaggio di ritorno in tragedia.

Citazioni 
«Crederò all'anima quando l'avrò sulla punta del mio bisturi. Siamo esseri senzienti, sì, ma solo perché fisiologicamente più complessi degli animali. In realtà ci comportiamo come loro, senza riconoscerlo.» (De Lussan a Exquemeling)
«Ritengo giusto che un uomo ne possieda un altro, se è più forte di lui. Che lo torturi e lo squarci come un sacco vuoto, purché ciò rientri nella sua convenienza. Ma, per favore, non si invochi qualche norma morale nel fare ciò. Mi piacciono i Fratelli della Costa proprio perché rubano, uccidono, torturano e violentano senza giustificazioni etiche. Gli spagnoli mi sono odiosi perché fanno lo stesso, però ogni volta dicono che Dio benedice le loro azioni.» (De Lussan a Exquemeling)

Il confronto:
Mi ha colpito il personaggio di Rogeiro: all'inizio sembrava essere una figura positiva poi si è manifestato debole e senza carattere. E' un falso perbenista. La schiava è sicuramente il personaggio più forte e li ha fregati tutti.

Emerge qui la caratteristica di Evangelisti riscontrata anche negli altri suoi romanzi: i personaggi principali sono sempre figure negative, i personaggi minori sono positivi. Non è auspicabile che il lettore si identifichi troppo con il protagonista.

Pur non essendo il mio genere, non l'avrei mai scelto nè letto, se non mi fosse stato proposto dal gruppo di lettura, il libro superato l'impatto con la crudeltà, presente sin dalle prime pagine, mi ha coinvolto molto.

A me le pagine in cui l'autore descrive le crudeltà dei pirati mi hanno carpito e affascinato.

I pirati da un punto di vista etico e morale non erano certo migliori della chiesa, dei francesi e degli spagnoli. I governi si sono serviti della filibusta per raggiungere i propri scopi e, a seconda di questi, hanno lasciato che agisse indisturbata o l' hanno combattuta.

Verso la fine ci si aspettava forse un riscatto o una visione ottimistica ma non è stato così. Anche nel finale permane il tono greve e drammatico che ha accompagnato l'intera narrazione. Due sono le prospettive delineate: "Homo homini lupus" e il mito del buon selvaggio.

Più che nella storia mi sono immedesimata nel gesuita Rogerio, perchè mi sono trovata nella vita in situazioni difficili in cui sono dovuta scendere a compromessi con me stessa, ho fatto cose che non avrei mai pensato di fare. Così anche Rogerio, che non ha avuto scelta, si è ritrovato a fare il pirata ed è diventato la persona che non era.

Questo libro mi ha risvegliato la passione per i pirati. A me piace il genere splatter, ma non mi piacciono gli scrittori italiani, compreso il modo di scrivere di Evangelisti. Mi hanno però molto interessato le tematiche.

Ho trovato la figura della schiava Reina eccessivamente moderna. Mi piace che i personaggi siano coerenti, lei non lo era. Il suo essere così illuminata, così forte, nonostante la mia simpatia per questo tipo di donna, l'ho trovata una forzatura.

Io amo l'avventura e la fantasy. Tortuga non l'ho trovato abbastanza avventuroso.
Ho trovato più filosofico "Le braci" : Marai analizza di più l'animo umano.
Il personaggio che ho preferito è lo schiavo Bamba, perchè è vivo e reale, più vivo di Reina che è collocata, per la sua bellezza, al di sopra di tutti.

Il capitano De Grammont è il più brutale, ma rispetta la dignità umana.

Leggendolo ho avuto l'impressione del già scritto, mi ha richiamato Salgari e Stevenson.
E' più interessante di quello che può essere un libro di avventure ma e' un pò troppo piatto e non mi è piaciuto molto.
Evangelisti è uno storico e tenta di arrivare a tutti.

Concordo con chi ha detto che il finale è inverosimile. La schiava Reina è il simbolo della speranza.

Mi piacciono le letture sui pirati. Mi ha richiamato alcuni romanzi della Isabel Allende, che ho trovato molto avventurosi. Il finale mi ha stupito: mi aspettavo che l'amore vincesse, come sempre, invece ha vinto la giustizia.
Ho provato un pò di compassione per la fine di Rogerio.
Il capitano De Grammont ha rispettato la schiava solo perchè non era in condizioni fisiche per fare diversamente.
Parteggio per i pirati perchè non sono ipocriti.

All'inizio le crudeltà mi hanno disturbato, anche di più di quelle contenute nei libri di Steven King, forse perchè ho pensato che potevano essere accadute per davvero.
Rogerio lo considero comunque una persona mediocre, come è stato definito alla fine da chi gli ha dato la libertà.
I due medici hanno fatto un percorso per lui.
E' un esempio di cololonialismo. La visione storica è precisa: si vede che si l'autore si è documentato.
La schiava non è un personaggio incoerente, è il punto di vista del narratore, che prima ci ha appassionato alla lettura e poi ci ha svelato la trama e il personaggio.
Lo scrittore mi è piaciuto perchè è consapevole di quello che fa.

Mi è piaciuta la descrizione del governatore e del re di Francia, viene considerato e dipinto come un subdolo.

Rogerio è un mediocre, e per questo motivo, molto umano. Non riesco a giudicarlo perchè tutti noi cambiamo e non sappiamo come.

Il capitano De Grammont è il male puro ma molto idealista. Sa che Rogerio lo tradirà.

Essere uomini è un'altra cosa dall'essere come Rogerio: il capitano è un uomo. E la schiava lo capisce.

Tutti si innamorano della schiava, assumendo posizioni tra il mercanteggio e l'adorazione.

All'inizio, abituato alle letture di Salgari e dei suoi pirati, l'impatto è stato un pò forte. E' comunque avvincente. Non trovo ci siano dei passaggi bellissimi, in alcuni punti è addirittura ripetitivo. Ho l'impressione che lo scrittore abbia fatto una ricerca storica approfondita ma poi abbia scritto il romanzo di getto.

Non mi ha coinvolta. Sono arrivata alla fine perchè me lo sono imposta. Non ho trovato nessun momento di alta letteratura. Lo scrittore è capace di amalgamare i personaggi, ma ci sono davvero molte ripetizioni. La schiva è ossessionante. La narrazione molto pulp, oltre il mio limite.

A me è piaciuto molto perchè, a parte il fatto che Evangelisti è uno storico e i fatti che narra sono tutti verificabili, mi piace lo stile, che ho torvato appassionante e coinvolgente. I pirati sono stati dei sanguinari: la verità storica è questa. Ci sono dei personaggi, come per esempio i due medici, descritti in punta di fioretto. Stilisicamente è scorrevole. Non ricordo ripetizioni, forse perchè presa dalla lettura.

Inizialmente mi ha ricordato le letture di Salgari, poi invece no. Se lo rapportiamo ai nostri giorni i pirati odierni sono la borsa e la finanza.

Non mi è piaciuto e i pirati mi interessano poco. Ripensandoci forse non ho colto la positività del romanzo, che è scritto abbastanza bene. La storia non mi ha coinvolto. I personaggi non li ho trovati così approfonditi da trarne insegnamenti particolari. Rogerio pur di sopravvivere si vende a tutto e a tutti, di positivo ci rimane ben poco. Il capitano è cattivo ma fascinoso, con un certo rispetto per l'umanità: prende la schiava per proteggerla. La schiava è l'espediente per tenere un pò in suspance il lettore, è anche un simbolo.

I pirati sono più attuali oggi di quanto non lo fossero nel seicento. Facendo dei raffronti potremmo paragonare, De Grammont ad Agnelli, Rogerio a Poggiolini, e i poveri mozzi alle vittime comuni. Il capitano De Grammont può essere definito un uomo cattivo, ma con una forte personalità.

Rogerio è umano, ma nel senso più pietoso e peggiorativo del termine.


sabato 24 aprile 2010

Venere privata di Giorgio Scerbanenco



Ci siamo incontrati
Martedì 11 maggio 2010
alle ore 20,30
nella sede della biblioteca comunale
per confrontarci sulla lettura del libro:
Venere Privata
di Giorgio Scerbanenco

mercoledì 14 aprile 2010

Memorie di una principessa etiope di Martha Nasibu'



Ci siamo incontrati
Martedì 13 aprile 2010
alle ore 20,30
nella sede della biblioteca comunale
per confrontarci sulla lettura del libro:

Memorie di una principessa etiope
di Martha Nasibu'
Edizioni Neri Pozza

mercoledì 10 marzo 2010

Vergogna di J. M. Coetzee



Ci siamo incontrati
Martedi' 9 marzo 2010

alle ore 20.30

nella sede della biblioteca
per chiacchierare amabilmente sul libro:
Vergona di J. M Coetzee.

martedì 16 febbraio 2010

Dopo De Silva

Ci siamo incontrati Martedì 16 febbraio 2009 alle ore 20,30
nella sede della biblioteca
per confrontarci sui libri letti e sull'incontro con
l'autore Diego De Silva.

domenica 31 gennaio 2010

Incontro con Diego De Silva

Sabato 30 gennaio
ore 21
Castel Mella
Auditorium “G.Gaber”,
Via Onzato 54,

Incontro con l’autore
Diego De Silva
Dialogherà con Alex Rusconi
di Radio Vera

Diego De Silva ha pubblicato con Einaudi La donna di scorta, Certi bambini (2001, premio selezione Campiello, finalista premio Viareggio,), Voglio guardare (2002), Da un’altra carne (2004) e Non avevo capito niente (2007, finalista premio Strega 2008).
Autore di grande perizia, De Silva è stato fino al 2007 classificato nella ricca categoria degli scrittori italiani di gialli o noir ma in Non avevo capito niente ha dimostrato quanto stretta e schematica fosse questa classificazione per un autore versatile e brillante come lui: un’autentica ventata di aria fresca e di innovazione nel panorama letterario italiano.
ingresso libero
per informazioni:
Centro operativo www.sistemasudovestbresciano.it
info@sistemasudovestbresciano.it - tel. 030 7008339
Biblioteca di Castel Mella tel. 030 2610870

mercoledì 30 dicembre 2009

Domani nella battaglia pensa a me di Javier Marias


Trama:Il titolo è tratto dal "Riccardo III" di Shakespeare: è la maledizione che il fantasma della regina Anna scaglia sul re che l'ha fatta uccidere. Ma la storia è ambientata nella Madrid dei nostri giorni, dove l'io narrante, Victor Francés, sceneggiatore per il cinema e la tv, vive facendo il "negro", in proprio o per conto terzi. Victor conosce Marta, una donna sposata che gli muore tra le braccia proprio la notte del loro primo convegno amoroso. Fugge, ma resta prigioniero del passato della donna e decide di ricostruirlo. Sarà un viaggio di esplorazione nei misteri del cuore umano, ricco di sorprese, drammi, colpi di scena.

Ci siamo incontrati martedì 29 dicembre 2009 alle ore 20,30 nella sede della biblioteca comunale per chiacchierare amabilmente su questo libro.

martedì 27 ottobre 2009

Non buttiamoci giu' di Nick Hornby

Su un altissimo grattacielo londinese, la notte di San Silvestro, mentre imperversano botti e festeggiamenti, un presentatore televisivo in crisi matrimoniale e professionale decide di suicidarsi buttandosi giù dall'ultimo piano. Ma al momento decisivo si accorge di non essere da solo su quel grattacielo: c'è vicino a lui una donna disperata, senza lavoro e senza marito, alle prese con un figlio autistico. Anche lei sta per buttarsi giù. Ma spuntano anche una ragazzina di 15 anni, sedotta e poi lasciata da un ragazzo, e un musicista americano fallito, ora cameriere in una pizzeria, pure lui abbandonato dalla ragazza. Anche loro vogliono suicidarsi. Forse sono un po' troppi...
Ci siamo incontrati
Martedì 27 ottobre 2009
alle ore 20,30
nella sede della Biblioteca Comunale
in via Onzato, 54 (vicino all’auditorium G. Gaber).