mercoledì 14 dicembre 2022 alle 20.30
nella sede della biblioteca
per confrontarci sulla lettura del libro
"Né di Eva né di Adamo" di Amèlie Nathomb
Il GDL della biblioteca è stato fondato il 19 febbraio 2008, nella sede della biblioteca comunale. Si riunisce con cadenza mensile, per condividere percorsi di lettura comuni e confrontarsi sulle esperienze di lettura individuali. Chiunque può partecipare agli incontri, oppure offrire il proprio contributo alla discussione, iscrivendosi al presente blog, sul quale viene "postato" il lavoro del gruppo e le idee emerse durante il confronto.
mercoledì 14 dicembre 2022 alle 20.30
nella sede della biblioteca
per confrontarci sulla lettura del libro
"Né di Eva né di Adamo" di Amèlie Nathomb
mercoledì 10 novembre 2022 alle 20.30
nella sede della biblioteca
per confrontarci sulla lettura del libro
"Se l'acqua ride " di Paolo Malagutti
Vincitore del Premio "Biella Letteratura e Industria" 2021 - Finalista Premio Campiello 2021
Paolo Malaguti ha scritto un libro pieno di grazia, l'avventura al tramonto di un mondo che corre sull'acqua osservato dagli occhi piú curiosi che ci siano, quelli di un ragazzino che vuole diventare grande.
«Malaguti ha una preziosa sapienza e una delicata grazia. Della quale, finito di leggere, gli siamo grati» - Ferdinando Camon, Tuttolibri La Stampa
Un mondo che corre sull'acqua osservato dagli occhi più curiosi che ci siano, quelli di un ragazzino che vuole diventare grande
Sulla corrente dei fiumi nulla cambia mai davvero. Al timone degli affusolati burchi dal fondo piatto, da sempre i barcari trasportano merci lungo la rete di acque che si snoda da Cremona a Trieste, da Ferrara a Treviso. Quando Ganbeto sale come mozzo sulla Teresina del nonno Caronte, l'estate si fa epica e avventurosa. Sono i ruggenti anni '60, nelle case entrano il bagno e la televisione in bianco e nero, Carosello e il maestro Manzi. I trasporti viaggiano sempre piú via terra, e i pochi burchi che ancora resistono, per ostinazione oltre che per profitto, preferiscono la sicurezza del motore ai ritmi lenti delle correnti e delle maree. Quello del barcaro è un mestiere antico, ma l'acqua non dà certezze, e molti uomini sono costretti a impiegarsi come operai nelle grandi fabbriche. A bordo della Teresina, Ganbeto si sente invincibile. Gli attracchi, le osterie, le burrasche, il mare e la laguna, le campane di piazza San Marco, i coloriti modi di dire di Caronte e i suoi cappelli estrosi, le ragazze che s'incontrano lungo le rotte. Presto, però, non potrà piú far finta di niente, lui che ha un piede nel vecchio e uno nel nuovo dovrà imparare la lezione piú dolorosa di tutte: per crescere bisogna sempre lasciare indietro qualcosa. «Poche cose restavano chiare, nella sua mente: che Pellestrina è un'isola magnifica. Che il mare ti entra dentro piú dei fiumi. Che, soprattutto, non avrebbe mai fatto altro nella vita: il barcaro era l'arte per la quale sentiva di essere nato». È il 1966, l'anno della grande alluvione. Ganbeto conquista i canali sul burchio del nonno Caronte, imparando a vivere a colpi di remo.
Autore di romanzi e saggi, Malaguti, ha fatto della sua terra, il Veneto, il cuore pulsante del suo lavoro di scrittore, restituendo al lettore storie vive, emozionanti, vere, in cui la malinconia si stempera spesso nell’ironia e nell’attitudine dei suoi protagonisti a non prendersi troppo sul serio.
Nel 2020 ha pubblicato Se l’acqua ride (Einaudi), finalista (secondo posto) al Premio Campiello; nel 2022 è uscito Il Moro della cima (Einaudi), vita morte e avventure di un personaggio leggendario, Agostino Faccin, da tutti chiamato «il Moro», che passò la sua esistenza sul Monte Grappa, attraversando gli orrori della Grande Guerra in un’esistenza incredibile fatta soprattutto di libertà.
Ci siamo incontrati
mercoledì 8 giugno 2022 alle 20.30
nella sede della biblioteca
per confrontarci sulla lettura del libro
"Quando le montagne cantano" di Nguyen Phau Que Mai
Vincitore Premio Strega 1957
Arturo, il guerresco ragazzo dal nome di una stella, vive in un'isola tra spiagge e scogliere, pago di sogni fantastici. Non si cura di vestiti né di cibi. È stato allevato con latte di capra. La vita per lui è promessa solo di imprese e di libertà assoluta. E ora ricorda. Queste sono le sue memorie, dall'idillio solitario alla scoperta della vita: l'amore, l'amicizia, il dolore, la disperazione. Secondo romanzo della Morante dopo Menzogna e sortilegio (1948), L'isola di Arturo confermò tutte le qualità della scrittrice romana: l'impasto di elementi realistici e fiabeschi, la forte suggestione del linguaggio. Arturo, come Elisa in Menzogna e sortilegio, «si porta addosso la croce di far parte non di un oggi ma di un sempre».
per confrontarci sulla lettura del libro:
Una storia d'amore violenta e commovente. Il matrimonio di una coppia afro-americana distrutto da un sistema giudiziario imperfetto. Un capolavoro di narrazione, un implacabile affresco del razzismo che ancora permea l'odierna società americana.
«Le speranze perdute dell'amore... in un romanzo magnificamente scritto» – The New York Times Book Review
«Nel cuore di questo romanzo c'è una storia d'amore, ma una storia d'amore distorta dall'ingiustizia razziale. Sottile, ben fatto e potente» – Kirkus Review
Celestial e Roy sono l'incarnazione del sogno americano: lui, pur provenendo da una famiglia della classe operaia della Louisiana, è riuscito a frequentare il college e ritagliarsi un posto nella società come dirigente, lei è una promettente artista emergente. Sposati da appena diciotto mesi, hanno una splendida casa ad Atlanta e stanno cercando di avere un figlio. Durante una visita ai genitori di Roy, la giovane coppia pernotta in un hotel. Dopo un litigio di poco conto, Roy esce dalla stanza per prendere del ghiaccio. Nella hall dell'albergo incontra una donna con un braccio fasciato, che gli chiede una mano per risolvere un problema con il condizionatore della propria stanza. Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con la sconosciuta, Roy torna da Celestial, si riappacificano e si addormentano. All'alba vengono svegliati dalla polizia che butta giù la porta della stanza e arresta Roy con l'accusa di stupro. Ad additarlo come il proprio aggressore è la donna a cui ha prestato aiuto la sera precedente. La donna è bianca, Roy e Celestial sono afro-americani. Roy viene condannato a dodici anni per un crimine che non ha commesso, solo e unicamente in virtù del colore della sua pelle e del pregiudizio che ne consegue. Benché fieramente indipendente, Celestial si ritrova all'improvviso sola, povera e disarmata, trovando conforto in André, un amico d'infanzia da sempre innamorato di lei. Dopo cinque anni di carcere, la condanna di Roy viene commutata e lui si ritrova libero, pronto a tornare ad Atlanta e a riprendere in mano la propria vita, inconsapevole dei cambiamenti avvenuti negli anni della sua detenzione.
Ci incontriamo
mercoledì 16.02.2022 alle 20.30
nella sede della biblioteca
per confrontarci sulla lettura del libro
"Il giro del miele " di Sandro Campani
Finalista del Premio Scrivere per Amore, 2017
Il giro del miele è un romanzo appassionante e caldo, ricco di personaggi indimenticabili, gestito con la maestria dei grandi narratori
«In
quei giorni splendenti la vedevi e non riuscivi a immaginare che
potesse essere stata da nessun'altra parte: guardava suo marito lavorare
al sole che bruciava piacevolmente il collo, e le api stordite
camminavano sul muro». Davide è un uomo semplice che ha un lavoro
semplice: consegna il miele a domicilio nel paese dell'Appennino dove è
nato e cresciuto. La faccia pulita, le spalle e le mascelle larghe: ha
l'aspetto di quello che le signore anziane chiamano "figliolo", o
"giovanotto". Le ragazze l'hanno sempre snobbato, «ma tanto, lui, era
innamorato della Silvia fin da quando erano piccoli». Perso il lavoro,
perso il grande amore, spinto dalle circostanze della vita ha iniziato a
bere, lasciando entrare in sé una violenza che non è in grado di
gestire. Il vecchio Giampiero invece è stato l'aiutante del padre di
Davide. Ha una mano bruciata in seguito all'incendio della falegnameria
in cui lavorava, ma soprattutto ha una moglie amata, l'Ida. Non sono
riusciti ad avere figli. Ha visto crescere Davide, e lo accoglie ora, a
tarda notte, quando viene a bussare alla sua porta.
Condannato per un delitto di cui è parso fin troppo ansioso di dichiararsi colpevole, Adriano salva in carcere un ragazzo, Bruno, da una violenza sessuale. Ma Bruno non è un detenuto qualsiasi: è il figlio di un boss mafioso. Quando Adriano esce dalla prigione trova Bruno ad aspettarlo, pieno di una riconoscenza che finisce per rivelarsi pericolosa per lui, per i suoi affetti e per tutto il mondo che sta cercando di ricostruire intorno a sé. Così Adriano dovrà alla fine affrontare Bruno e mettere in gioco la propria esistenza per salvare quella delle persone che ama. Ambientato in una Milano visionaria, questo thriller psicologico assume le cadenze di una tragedia greca, dove il destino incalza l'eroe costringendolo a scelte drammatiche.
Il confronto
Luciano: è un giallo sui generis, molto profondo. Non è un thriller ma un noir. Mi ha ricordato “ La promessa” di Durrenmatt. L'amicizia è la tematica predominante. In particolare quella autentica fra Carlo e Adriano. Ma c’è un altro tipo di amicizia, quella obbligata che ha con Bruno a causa di un debito di riconoscenza contratto in carcere. Infatti trattandosi di un camorrista l’amicizia con Bruno è particolare, perchè soggiace alle regole della mafia. Mi ha suscitato simpatia il fatto che Adriano è un bibliotecario. I rapporti che Adriano ha con le donne, soprattutto con la moglie, sono un po' ossessivi (per.es. la fissa per i reggiseni). La claustrofobia, il non aprire gli scatoloni, il non decidere sono aspetti della sua personalità contorta.
Mi è piaciuto quando denigra l'importanza della psicanalisi perché è una posizione che condivido.
Maddalena S.: Non mi è piaciuto molto. E’ significativa la tematica dell'amicizia. Mi ha deluso vedere il protagonista crollare così per una donna.
Marco: mi ha fatto specie che la parola dio sia scritta sempre con d minuscola, forse a voler significare il suo ateismo.
Gianfranca: Adriano non aveva pagato abbastanza per la morte della moglie e non ha un motivo per vivere. E' una persona tormentata. La moglie era pazza e voleva suicidarsi. Forse vuol fare una riflessione: ciò che ci accade è per volere di Dio? L'ho letto volentieri, leggero, piacevole.
Maddalena R.: Come giallo era un po' scontato. Mi è sfuggito il suo pensiero. C'è la storia, ci sono i personaggi, ogni tanto il protagonista esprime dei giudizi, come per esempio sulla psicanalisi, ma mi sono un po' persa. Mi dà l'impressione che lui rotoli in questi episodi un po' casuali.
Roberta: Adriano si sente colpevole per non essere riuscito a salvare la moglie. Le situazioni in cui si trova con le altre donne sono un po' squallide.
Gianfranca: Purtroppo sono dinamiche normali nella vita attuale: vai con una ma ti piace anche l'altra,
Ornella: la storia è più da film.
Cristina: Lettura veloce, piacevole, non impegnativa ma mai banale. E’ romanzo d’ evasione. Adriano ha l’indole del salvatore, di fronte ad un'ingiustizia si mobilita. La psicanalisi di cui si parla è quella di moda in America, in cui l’aspetto economico è rilevante. In realtà in Italia c'è una sensibilità maggiore verso il paziente e l’aspetto della cura non è trascurabile. Lo scrittore ha liquidato la questione con troppa leggerezza. Anche l'amicizia con Carlo è permeata da sensi di colpa che hanno inizio nell’infanzia, e in particolare da quando Adriano lo ha spinto dalle scale. A seguito dell’episodio Carlo è soggetto a crisi nervose. Non si capisce se Adriano si salva. Il finale è aperto quindi la storia non è finita.
Patrizia: il prete che rinnega la sua fede davanti alla madre morente è l'unica cosa che mi ha colpita. Curiosa è anche la reazione di Adriano che pur non essendo credente in reazione a questo comportamento è indotto a rassicurare alla madre in punto di morte che Dio esiste. L’esistenza di dio è da intendersi come giustificazione del proprio essere.
Emanuela: Adriano ha un senso etico. Non si sottrae certo alle risse. Sembra la sceneggiatura di un film.
Elena: durante la lettura ho avvertito la sensazione che per Adriano si trovassero troppe giustificazioni per l’omicidio della moglie. Una cosa su cui non avevo riflettuto è che lui ha avuto parecchi episodi di violenza, anche con la moglie. Nella sua vita si alternano rabbia e senso di colpa. Il dubbio aleggia su tutto.