"Ci sono libri che si posseggono da vent'anni senza leggerli, che si tengono sempre vicini, che uno si porta con sè di città in città, di paese in paese, imballati con cura, anche se abbiamo pochissimo posto, e forse li sfogliamo al momento di toglierli dal baule; tuttavia ci guardiamo bene dal leggerne per intero anche una sola frase. Poi, dopo vent'anni, viene il momento in cui d'improvviso, quasi per una fortissima coercizione, non si può fare a meno di leggere uno di questi libri di un fiato, da capo a fondo: è come una rivelazione."

Elias Canetti

«Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire»

(I. Calvino, Perché leggere i classici, def. 6)


Il critico Lytton Strachey (a destra) prende il tè con Rosamond Lehmann e suo fratello, John Lehman del circolo Bloomsbury : i componenti del celebre circolo letterario inglese che ha contribuito a definire la cultura britannica nel periodo tra le due guerre

martedì 26 febbraio 2013

La variante di Luneburg di Paolo Maurensig

La variante di Lüneburg
Trama(da IBS): Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L'esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta vera è un'altra: è una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto e animati da un odio inesauribile che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. Che uno dei due sia l'ebreo e l'altro sia stato un ufficiale nazista è solo uno dei vari corollari del teorema. 

Il confronto:

M: E’ un libro intenso ma triste, soprattutto nella parte finale dove si descrive il lager. Anche se ho visto molti documentari e film incentrati su questo fatto storico e sulle testimonianze di deportati, ogni volta che leggo e ripenso a queste atrocità, sono assalita da rabbia, ansia e tristezza.
L: il gioco degli scacchi rivela l’inferiorità psicologica del maestro Tabor, che nonostante fosse un abile giocatore si sentiva inadeguato perché ebreo. È molto interessante notare come i protagonisti iniziano a giocare da bambini: gli scacchi diventano parte integrante della loro vita, tanto da non riuscire più a distinguere tra partita e realtà.
M: la storia è un po’ macchinosa. Il libro inizia come un giallo, presentando tanti avvenimenti che si incastrano sapientemente tra di loro: dalla storia di Hans raccontata in prima persona a quella di Tabor, dominato dal desiderio di vendetta. Anche se la struttura dell’opera non mi ha molto convinto, il libro mi è piaciuto.
A: è un libro molto bello, di facile lettura ma difficile da discutere perché ricco di pathos e di avvenimenti strazianti. Ci sono delle scene che mi sono rimaste impresse, come quella della partita a scacchi in cui il ragazzo ebreo viene boicottato, vittima innocente del conflitto fra ebrei ed ariani.
P: molto bello, composto con arte e maestria: è un libro che fa riflettere. Mi sono rimaste impresse molte scene, come ad esempio la completa banalizzazione della vita dell’uomo, di cui l’esito di una partita a scacchi poteva decretarne la fine. Il suicidio finale del protagonista, secondo me, è dovuto non al pentimento ma alla paura di essere scoperto. Si percepisce chiaramente una forte componente autobiografica, in quanto soltanto un uomo esperto di scacchi poteva descrivere con così grande perizia ogni particolarità di questo gioco.
E: il libro mi è piaciuto molto, soprattutto per la forte penetrazione psicologica nei caratteri dei personaggi. La variante di Luneburg è un libro incentrato su una partita di scacchi. Il racconto inizia con la morte di Dieter Frisch, un famoso uomo d’affari, ucciso da un colpo di arma da fuoco. L’unico indizio sulla sua morte è una scacchiera di pezze accompagnata da bottoni-pedine con sopra raffigurati i simboli del gioco. La settimana prima di morire Frisch sembrava più agitato e nervoso, tralasciando quella metodicità che da sempre lo contraddistingueva. L’autore svela quello che è successo al protagonista ritornando alla settimana prima della sua morte.
C: Nessuno si è realmente salvato dalle atrocità dei campi di concentramento: anche i sopravvissuti sono in realtà morti dentro, hanno perso la loro essenza, il loro essere uomini e persone con una propria individualità.
R: Maurensig è uno scrittore di spessore: da lui mi sarei aspettato qualcosa di meglio. In alcuni punti si percepisce una scrittura trattenuta, sapientemente calibrata e limata, quasi per rendere la lettura più piacevole. I nazisti vengono ritratti come esseri divini, che tengono in pugno il destino degli internati, hanno il potere di dare vita e morte.
M: Una leggenda racconta che il gioco degli scacchi sia legato a una maledizione: chi ne è troppo coinvolto rischia di perdere la ragione e la vita. Quello che all’inizio sembrava essere un giallo e archiviato come un semplice incidente, è in realtà connesso alla maledizione del gioco che ha legato per la vita i due protagonisti. Fin da adolescenti, i loro padri li avviano al gioco degli scacchi, intravedendo in loro potenziali campioni mondiali. Frish è un personaggio di carattere aggressivo, che vede nel rivale un nemico non solo un avversario di gioco: questa contrapposizione è enfatizzata dal fatto che Frish è un ariano mentre Tabor un ebreo. Il destino li fa incontrare nel campo di concentramento dove Tabor è prigioniero e Frish l’ufficiale che lo costringerà a giocare agli scacchi mettendo in palio la vita dei prigionieri. Finita la guerra le loro strade si dividono pur restando sempre legate agli scacchi.

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